Cronologia

Cronologia

Cronologia

La presente cronologia è stata pensata per fornire informazioni temporali e geografiche puntuali sugli eventi accaduti in Emilia Romagna negli anni presi in esame dalla ricerca.
Sono state prese in considerazione esclusivamente le annate  1967, 1968 e 1969, riservando la gran parte dell’attenzione alle città capoluogo e ai centri principali del territorio emiliano-romagnolo.

Il focus degli eventi riportati è rappresentato dall’azione del Movimento degli studenti delle scuole superiori e delle univesità, mentre altri attori come il Movimento Operaio, i Partiti politici, altre forze presenti nella società sono stati citati solo di riflesso, nel momento della loro interazione con la contestazione giovanile.

Le fonti principali della ricerca sono stati i quotidiani locali delle varie province, alcuni quotidiani di tiratura nazionale che dedicavano pagine  alla cronaca regionale (in primis «L’Unità») e, ove reperibili, i periodici delle federazioni locali dei partiti politici. In seconda battuta si è utilizzato materiale di archivio e si è fatto ricorso alle video-interviste a protagonisti dei fatti di quegli anni.

  • Gennaio 1967

  • Bologna 25/01/1967

    Dopo un’assemblea studentesca, è occupato l’Istituto di Fisica A. Righi. Sono in agitazione anche gli assistenti universitari (UNAU) e i professori incaricati (ANPUI) per la riforma dell’università. Il Piano Gui è messo subito in discussione. 

  • Bologna 26-30/01/1967

    Occupazione dell’aula magna dell’università e di Chimica industriale. L’inaugurazione dell’anno accademico è rinviata. Il Senato accademico, deplorando l’occupazione avvenuta all’insaputa del ORUB, invia la polizia in zona universitaria. L’ORUB comincia a vacillare, scavalcato dalle prime azioni spontanee degli studenti e diviso al suo interno tra favorevoli e contrari. Intesa condanna le occupazioni, come Gioventù goliardica (vicina al FUAN); il Centro socialista universitario rinnova la fiducia nell’ORUB e contemporaneamente accusa i comunisti di rompere l’unità degli studenti e di estremismo esasperato nei confronti del Piano Gui. 

  • Bologna 28/01/1967

    Termina l’occupazione dell’Aula magna. Si tiene un’assemblea all’Istituto di Fisica. Viene costituito un comitato formato da studenti, professori incaricati e assistenti, per discutere di riforma universitaria con le istituzioni. L’opposizione al trasferimento delle facoltà scientifiche nel “campus” di Ozzano è uno dei motivi di scontro con le autorità politiche ed accademiche. Contemporaneamente si svolge il congresso dell’ORUB nei locali di Economia e commercio. La giunta, composta da Intesa (cattolici), Magistratus (laici di centro) e Comunità (laici di sinistra) viene sfiduciata.

  • Bologna 30/01/1967

    Termina l’occupazione dell’Aula magna. Viene organizzata un’assemblea all’Istituto di Fisica con i parlamentari locali, il sindaco, i professori di ruolo, gli studenti e il comitato di lotta. Partecipano deputati del PCI, della DC, del PSIUP e un rappresentante del PRI. Il sindaco Fanti, invia una lettera in cui manifesta la sua apertura e disponibilità al confronto, ribadendo però la necessità del decentramento. Occupazione dell’Istituto di Chimica “Ciamician” e della facoltà di Lettere e filosofia.

  • Bologna 31/01/1967

    Occupazione di Economia e commercio e dell’Istituto di Matematica. Entrano in lotta anche gli studenti medi: manifestazione in piazza Maggiore, e corteo fino in via Zamboni, degli istituti “Righi”, “Galvani”, “Aldini-Valeriani” e una rappresentanza del “Minghetti”. Si auspica una riforma globale dell’istruzione.

  • Febbraio 1967

  • Bologna 01/02/1967

    Le facoltà occupate sono otto. All’inizio di febbraio le facoltà occupate sono otto: Lettere e filosofia,Magistero, Giurisprudenza, Economia e commercio, Chimica e chimica industriale, Scienze politiche, Matematica, Fisica. Le motivazioni si intrecciano, si accavallano e diventano patrimonio e piattaforma di lotta comuni: democratizzazione dell’università, creazione dei dipartimenti all’interno delle singole facoltà, opposizione all’accumulo degli insegnamenti da parte dei docenti, sdoppiamento dei corsi fondamentali, legittimazione del ruolo propositivo e interlocutorio dell’assemblea.

  • Bologna 03/02/1967

    Manifestazione degli studenti medi. Gli studenti medi scioperano in un migliaio e poi si riuniscono in assemblea alla sala Farnese. Tra i punti di rivendicazione c’è la legittimità dell’assemblea d’Istituto. 

  • Bologna 06/02/1967

    Assemblea dibattito alla sala Farnese. Assemblea dibattito alla sala Farnese organizzata da ANPUI, UNAU – che sono in sciopero - e dagli studenti che insistono sulla questione del “potere” all’interno dell’università. Il giorno successivo in una nuova assemblea a Lettere si consolida il fronte studenti-ANPUI-UNAU.

  • Bologna 10/02/1967

    Cessano le occupazioni di Matematica, Magistero, Fisica. In concomitanza con la fine dello sciopero di ANPUI e UNAU cessano le occupazioni di Matematica, Magistero, Fisica. Restano occupate Lettere, Chimica e Chimica industriale (quest’ultima cessa l’occupazione tre giorni dopo).
    Il comitato universitario di lotta decide di costituire comitati di facoltà con la partecipazione di studenti, professori incaricati e assistenti di ogni singola facoltà. Tra le richieste inoltrate al Rettore c’è l’ingresso, nei Consigli di facoltà, dei rappresentanti dei liberi docenti e degli incaricati.

  • Bologna 13/02/1967

    Il Consiglio di facoltà accetta la partecipazione di un assistente e di uno studente.

  • Bologna 14/02/1967

    Riprendono le mobilitazioni negli istituti superiori con un corteo degli studenti dell’ITIS e del Liceo Malpighi. 

  • Bologna 15/02/1967

    Il Consiglio di facoltà di Lettere attua la serrata contro le agitazioni.

  • Bologna 16/02/1967

    Il Senato accademico concede commissioni paritetiche ovunque. Gli studenti di Lettere decidono di abbandonare l’occupazione alla fine della settimana. Si mobilitano gli studenti dell’Accademia delle Belle Arti con un corteo cittadino. 

  • Bologna 20/02/1967

    Riprendono le attività a Lettere.

  • Modena 01-28/02/1967

    Gli studenti diffondono il “Manifesto dell’Interfacoltà modenese”: si chiede di sostituire i tradizionali organismi rappresentativi universitari con forme di democrazia diretta basate sulle assemblee di facoltà e su un organismo interfacoltà. Nel documento vengono riassunte le critiche al Piano Gui: il disegno di riforma mantiene un’impostazione centralistica, non rinnova la didattica e ignora la questione del diritto allo studio, prevede una presenza minima degli studenti negli organismi universitari e lascia intatto il potere dei professori ordinari (i “baroni”).

  • Marzo 1967

  • Bologna 09-15/03/1967

    Si svolgono il Congresso e le elezioni dell’ORUB. I raggruppamenti sono otto per un totale di sessanta seggi a disposizione: Intesa (cattolici) conserva sedici seggi; Comunità  (laici di sinistra) passa da sette a undici, Parochia Veneta (goliardia bolognese) da due a quattro; l’Unione Goliardica Bolognese (di sinistra, a prevalenza comunista) scende da otto a sette seggi, Magistratus (laici di centro) scende da tredici a dodici, Rinnovamento cattolico (liberal-cattolici) da nove a sei, Gioventù Goliardica (FUAN, organizzazione universitaria del MSI) da cinque a quattro. 
    I votanti sono oltre 8000 contro i 6800 del 1965. Superano di poco il 35% degli iscritti.

  • Modena 01-05/03/1967

    In vista delle elezioni per il rinnovo dell’ORUM la “Commissione provvisoria per l’Interfacoltà” invita gli studenti ad astenersi dalle votazioni. L’Intesa e l’UGI rinunciano a presentare le proprie liste per protestare contro le condizioni di illegalità e la mancanza di garanzie democratiche nello svolgimento delle elezioni e nella gestione dell’Orum, egemonizzato dalla destra.

  • Modena 06/03/1967

    I risultati elettorali premiano le liste di destra: Rinnovamento Universitario, espressione del FUAN, ottiene la maggioranza assoluta dei voti (533), seguita da Goliardia libera (liberali, 340 voti). L’affluenza al voto è scarsa.

  • Ferrara 06/03/1967

    Uno studente dell’Istituto magistrale Carducci viene sospeso per 15 giorni per avere portato un distintivo con la scritta “sono nemico dello Stato” (il giovane risulta “sospetto” anche perché è un “capellone”).
    Contro la sospensione il Pci presenta un’interpellanza in Consiglio comunale, seguita da un analogo ordine del giorno votato dallo stesso PCI e dal PSIUP in Consiglio provinciale e da una presa di posizione dell’Associazione studentesca ferrarese che solidarizza con il compagno sospeso. Il caso arriva in Parlamento dove diversi deputati comunisti (tra gli altri Rossana Rossanda e Luigi Berlinguer) presentano un’interpellanza al ministro dell’Istruzione.

  • Aprile 1967

  • Bologna 13/04/1967

    Viene occupata la facoltà di Medicina contro il Piano Gui. 

  • Bologna 14/04/1967

    L’autorità accademica opta per la serrata della sede centrale dell’università con l’obiettivo di prevenire eventuali occupazioni; restano all’interno alcuni studenti mentre fuori è convocata la celere. Crescono la tensione e le polemiche e infine gli studenti prendono la decisione di occupare altre facoltà: Economia, Fisica e Lettere.

  • Bologna 17/04/1967

    In un comunicato pubblico del Rettore e del Senato accademico si afferma che solo il Rettore può concedere l’uso dei locali universitari, che è stata legittima la serrata, che l’università non può tollerare azioni di disturbo alla normale attività e didattica, pena l’invalidazione dei corsi.

  • Bologna 18/04/1967

    La risposta degli studenti è immediata: assemblea generale e poi manifestazione per le vie del centro. Si programma uno sciopero fino al 27 e contemporaneamente si abbandonano i locali di Medicina come gesto distensivo. 
    Ad Anatomia si discute di riforma sanitaria ed altri temi extra-universitari: l’orizzonte degli studenti si allarga dalla facoltà alla società. 
    Il PCI, l’ANPUI e l’UNAU esprimono solidarietà alla lotta degli studenti.

  • Bologna 19/04/1967

    Si dimette la presidenza dell’ORUB appena eletta.

  • Bologna 24/04/1967

    Manifestazione contro il colpo di stato in Grecia alla sala Farnese. Alcuni studenti greci cominciano uno sciopero della fame.

  • Bologna 25/04/1967

    Manifestazione in piazza Maggiore contro il regime dei colonnelli greci, tutta la città è mobilitata. Durante i comizi interviene anche uno studente greco. 
    Dissidenti del PSIUP e del PCI fondano il Centro marxista. 

  • Bologna 28/04/1967

    Manifestazione studentesca per la democrazia in Grecia alla sala Bossi insieme ad ANPUI e UNAU. Si invitano le autorità a concedere asilo politico e ospitalità agli studenti greci.

  • Modena 01-30/04/1967

    Gli studenti dell’UGI e dell’Intesa denunciano il modo antidemocratico in cui si sono svolte le elezioni, invitano il rettore a richiedere un’inchiesta ministeriale sulla gestione dell’ORUM e a negare al suo gruppo dirigente, che si serviva dell’organismo rappresentativo per fini personali, i fondi versati dagli studenti.

  • Piacenza 22/04/1967

    Nel pomeriggio, i “comitati studenteschi Vietnam libero”, sorti in numerosi istituti superiori (Liceo Classico, Scientifico, Magistrali e ITI) in gran parte per opera dei giovani PSIUP o di simpatizzanti del partito, organizzano una “marcia di protesta contro l’aggressione Usa in Vietnam”.

  • Reggio Emilia 06/04/1967

    Il Collegio dei professori attribuisce sette in condotta a quindici studenti del Liceo scientifico “Spallanzani” e a una cinquantina del Liceo classico “Ariosto” per avere partecipato due mesi prima a uno sciopero degli insegnanti per la riforma della scuola. In un comunicato il PCI reggiano collega questi provvedimenti alla circolare Gui del 16 gennaio precedente nella quale si invitavano i capi di istituto ad assumere provvedimenti contro eventuali contestazioni.
    La Giunta comunale condanna «l’atteggiamento autoritario instaurato negli istituti cittadini».

  • Maggio 1967

  • Bologna 21/05/1967

    Manifestazione antifascista in piazza Maggiore contro l’intervento americano in Vietnam: durante il corteo si registrano alcuni scontri con la polizia. Undici persone (in maggioranza studenti) vengono incarcerate, altre due coinvolte sono accusate di oltraggio a pubblico ufficiale e resistenza.

  • Bologna 27/05/1967

    Continua la mobilitazione dell’ANPUI e dell’UNAU che esprimono insoddisfazione per la mancata riforma e democratizzazione dell’università e giudicano insufficiente la rappresentanza nei Consigli di Facoltà di studenti, assistenti e professori incaricati.

  • Piacenza 19/05/1967

    Manifestazione contro guerra del Vietnam dei “comitati studenteschi Vietnam libero” in piazza Cavalli.

  • Piacenza 23/05/1967

    Nuova manifestazione per il Vietnam promossa dalla CGIL cui aderiscono anche molte organizzazioni giovanili, tra i quali i “comitati Vietnam libero”.

  • Giugno 1967

  • Bologna 01/06-31/07/1967

    Nuova manifestazione per il Vietnam promossa dalla CGIL cui aderiscono anche molte organizzazioni giovanili, tra i quali i “comitati Vietnam libero”.

  • Settembre 1967

  • Bologna 27/09/1967

    Dopo quattro mesi di carcere preventivo, si tiene il processo per i fatti del 21 maggio: nove imputati sono condannati a undici mesi e quindici giorni per resistenza e oltraggi, tre a quattro mesi e quindici giorni, avendo evitato il reato di resistenza per insufficienza di prove, uno è prosciolto. Tutti ottengono il beneficio della sospensione condizionale della pena e sono scarcerati.

  • Ottobre 1967

  • Bologna 01-31/10/1967

    Dal Centro marxista fuoriesce l’ala del “Potere operaio” formata in prevalenza da espulsi del PSIUP. 
    Viene espulso dalla FGCI Franco Berardi.

  • Cesena 26/10/1967

    Sciopero di alcuni studenti degli istituti superiori cesenati in solidarietà con la lotta degli studenti dell’ITI di Forlì per l’orario unico (RdC CdF 27/10/1967 p. 4).

  • Forlì 23-24/10/1967

    Gli studenti dell’ITI “Marconi” scendono in sciopero chiedendo “la soppressione delle lezioni pomeridiane e dunque l’orario unico”. (RdC CdF 25/10/1967 p. 4 e L’ Unità ER 25/10/1967 p. 7). Una delegazione studentesca e di genitori incontra il Provveditore (e, secondo L’ Unità, anche il Prefetto) ma non si giunge ad un accordo. Gli studenti continuano a disertare le lezioni ( RdC CdF e L’ Unità ER 26/10/1967 rispettivamente p. 4 e p. 7).

  • Forlì 26/10/1967

    Agli studenti dell’ITI, sempre in sciopero, si uniscono le ragazze dell’Istituto Professionale Femminile “Melozzo” che, a loro volta, protestano per i turni pomeridiani (L’Unità ER 27/10/1967 p.7).

  • Forlì 27/10/1967

    Gli studenti dell’ITI organizzano una dimostrazione pubblica, con un corteo che li conduce dal loro istituto fino al Palazzo della Prefettura dove uno studente tiene un breve discorso. Alla dimostrazione aderiscono, in solidarietà, numerosi studenti di altri istituti cittadini ( scioperi anche a Cesena e Rimini (RdC CdF 28/10/1967 p. 4). L’Unità parla, per Forlì, di 5-6000 giovani in piazza( L’ Unità ER 29/10/1967 p. 8).

  • Forlì 30/10/1967

    Al lunedì mattina riprende lo sciopero dell’ITI e dei professionali ( anche a Cesena e Rimini).Si svolge anche una assemblea al Teatro Romagna durante la quale vengono nominati due rappresentanti del Comitato studentesco di agitazione da inviare a Roma per avere un colloquio con i sottosegretari alla Pubblica Istruzione. ( RdC CdF 1/11/1967 p. 4).

  • Forlì 31/10/1967

    Gli studenti rimangono in sciopero ( RdC CdF 1/11/1967 p. 4).

  • Piacenza 31/10/1967

    Assemblea studentesca sul Vietnam promossa dai “comitati Vietnam libero”

  • Rimini 27/10/1967

    La lotta degli studenti forlivesi dell’ITI e dei Professionali per l’orario unico accende dimostrazioni anche a Rimini. Scioperano gli studenti del Liceo scientifico”Serpieri” ( L’ Unità ER 29/10/1967 p. 8).

  • Rimini 28/10/1967

    Sciopero gli allievi dell’ITI, Magistrali “Valgimigli” e Liceo Classico “Giulio Cesare”( L’Unità ER 29/10/1967 p. 8)

  • Rimini 30/10/1967

    Nuovo corteo di 4000 studenti e al termine assemblea in solidarietà con l’ITI (RdC CdR 31/10/67 p. 5).

  • Novembre 1967

  • Bologna 10/11/1967

    Marcia della pace organizzata da Danilo Dolci alla quale partecipano molti studenti. 
    Si susseguono manifestazioni antifasciste e in appoggio alla resistenza vietnamita.
    Il movimento studentesco blocca l’esame di ammissione ad Economia per studenti greci, considerato eccessivamente vessatorio in quel frangente storico; in un’assemblea nelle aule di Patologia generale viene contestato un provvedimento del Ministro Gui, considerato discriminatorio verso gli studenti greci in quanto li obbliga ad una prova di lingua italiana senza appello e in sede separata rispetto agli altri.
    Escono i risultati un’inchiesta - promossa nel gennaio precedente dall’UDI con il sindacato e alcuni studenti - sulle condizioni del lavoro e sulla salute in fabbrica alla Pancaldi, un’industria di abbigliamento con quattrocento operaie.

  • Forlì 03/11/1967

    Mentre gli studenti degli altri istituti superiori riprendono regolarmente le lezioni, quelli dell’ITI e dei professionali continuano con lo sciopero per l’orario unico (RdC CdF 4/11/1967 p. 4) e (L’ Unità ER 4/11/1967 p. 11).

  • Forlì 06/11/1967

    Dopo altri due giorni di agitazioni, il Provveditore agli studi accoglie sostanzialmente le richieste degli studenti. Le lezioni saranno concentrate nella mattinata e scandite in 6 ore da 55 minuti ( RdC CdF 7/11/1967 p. 4) e (L’Unità ER 8/11/1967 p. 7).

  • Modena 09/11/1967

    Molti giovani partecipano alla Marcia della pace organizzata da Danilo Dolci che fa tappa a Modena si conclude con una manifestazione in piazza Grande.

  • Piacenza 04/11/1967

    La marcia per la pace in Vietnam di Danilo Dolci passa da Piacenza accolta dal movimento pacifista piacentino, tra cui anche molte organizzazioni giovanili e studentesche.

  • Reggio Emilia 17/11/1967

    Il preside del Liceo scientifico nega agli studenti la possibilità di assistere ad uno spettacolo teatrale. Gli studenti diffondo un volantino nel quale si afferma che il preside «ha assunto dall’inizio dell’anno un atteggiamento autoritario».

  • Reggio Emilia 21/11/1967

    89 studenti (su un totale di oltre 600) delle classi quinte dello Scientifico scioperano contro la decisione del preside e per i metodi di studio inadeguati. La reazione del preside e del consiglio dei professori è la sospensione per due giorni (22-23 novembre) degli studenti in lotta.

  • Reggio Emilia 22/11/1967

    Sciopero in segno di solidarietà agli studenti sospesi al quale partecipano circa 2.000 studenti del Liceo scientifico e degli Istituti tecnici. Gli studenti si dirigono in corteo verso la sede del Municipio dove chiedono di parlare con il sindaco Renzo Bonazzi. Il sindaco concede il Teatro municipale per un’assemblea generale degli studenti e interviene per la risoluzione della controversia. Nel pomeriggio il circolo cattolico San Giorgio ospita nel proprio Teatrino una riunione dei ragazzi sospesi.
    L’intervento del sindaco suscita le proteste del prefetto e della stampa moderata reggiana. In Consiglio comunale i consiglieri liberali e democristiani rivolgono un’interpellanza al Sindaco «scandalizzati dalla invasione del Municipale da parte degli studenti».

  • Reggio Emilia 25/11/1967

    Gli “89” ritornano a scuola accompagnati dai genitori, come richiesto dal preside: «l’incontro con i familiari dei puniti diventa rapidamente un vivace scontro». Nel pomeriggio gli stessi genitori si recano alla sala del Tricolore dove si tiene un’altra riunione nel corso della quale il sindaco, e due assessori «manifestano la propria comprensione e dichiarano la propria disponibilità per i problemi della democrazia che sono l’oggetto della lotta studentesca».

  • Reggio Emilia 29/11/1967

    Nuova discussione in Consiglio comunale che si protrae sino a mezzanotte.

  • Rimini 25-26/11/1967

    Convegno al Circolo Maritain sulla fine dell’unità politica dei cattolici (Zero in condotta).

  • Dicembre 1967

  • Bologna 01-31/12/1967

    Si forma la Sezione Universitaria del PCI (SUC).

  • Bologna 09/12/1967

    Occupazione di Lettere contro il Piano Gui (tra le rivendicazioni: pubblicità dei bilanci, documentazione della ricerca, arricchimento della biblioteca, seminari).

  • Bologna 14/12/1967

    Occupazione della facoltà di Fisica all’interno della quale si organizzano controcorsi e gruppi di studio.

  • Bologna 20/12/1967

    Dopo un’assemblea, termina l’occupazione di Lettere. Gli studenti attendono il nuovo anno per la ripresa delle lotte.

  • Forlì 23/12/1967

    Un Comitato studentesco unitario promuove una manifestazione per la pace in Vietnam. Sono raccolte adesioni per le offerte di sangue per le vittime dei bombardamenti e viene presentata una mostra fotografica “sull’aggressione americana” (L’ Unità 24/12/1967 p. 2).
    Frattanto, in piazza Saffi, è allestito, presso il grande albero natalizio, anche una sorta di accampamento del Comitato per la pace. (RdC CdF 24/12/1967 p. 6).

  • Modena 01-31/12/1967

    Uno studente dell’Istituto tecnico commerciale Barozzi viene sospeso per cinque giorni perché, secondo un insegnante, aveva scritto in un quaderno frasi “inneggianti” alla rivoluzione. Le Federazioni giovanili del PCI, del PSIUP e del Partito socialista distribuiscono davanti alle scuole un volantino in cui criticano duramente l’operato del preside; in segno di solidarietà con il compagno sospeso, un gruppo di studenti dell’istituto invia al provveditore, al presidente della provincia, al sindaco e ai quotidiani cittadini una lettera nella quale si chiede la revisione di annullare il provvedimento.

  • Modena 11/12/1967

    Viene convocata la prima assemblea degli studenti universitari modenesi, contro la “2314”. L’assemblea sancisce la nascita del movimento modenese e del nucleo studentesco che si farà promotore delle lotte dell’anno successivo: lo compongono studenti comunisti, del Psiup, laici e cattolici dell’Associazione Il Portico. Si forma un “Comitato provvisorio di coordinamento dell’assemblea”.

  • Modena 14/12/1967

    Si tiene una nuova assemblea sulla riforma. Gli studenti universitari decidono di promuovere altri due giorni di mobilitazione durante i quali vengono fondati i Consigli di facoltà. All’interno dei Consigli si formano gruppi di studio per analizzare le situazioni delle singole facoltà e per portare i risultati della discussione all’attenzione dell’autorità accademica.

  • Modena 16/12/1967

    Gli studenti sfilano in corteo per il centro di Modena con slogan e cartelli contro la “2314”.

  • Rimini 17/12/1967

    Nascono a Rimini e Riccione sezioni del P. C. d’I. marxista-leninista (Zero in condotta).

  • Gennaio 1968

  • Reggio Emilia 16/01/1968

    Il preside del Liceo scientifico adotta provvedimenti punitivi nei confronti degli studenti che hanno partecipato alle agitazioni di novembre. La “Consulta giovanile comunale” denuncia l’episodio autoritario e chiede che vengano riconosciuti gli Organismi Rappresentativi Studenteschi che sono stati eletti in alcune scuole.

  • Parma 23/01/1968

    In seguito alla repressione poliziesca del movimento studentesco in diverse città (Torino, Padova, Napoli, Pisa, e Roma), alcune delle organizzazioni in seno all’Associazione universitaria parmense (Aup) indicono un’assemblea degli studenti d’ateneo.

  • Parma 30/01/1968

    Giornata di sciopero nell’ateneo a cui aderiscono gli studenti di alcuni istituti medi-superiori. In seguito alla loro partecipazione, i presidi adottano provvedimenti disciplinari che, nelle settimane successive, suscitano le proteste dell’opinione pubblica.

  • Febbraio 1968

  • Ferrara 01-29/02/1968

    Manifestazioni promosse da UGI e Intesa, insieme ai movimenti giovanili dei partiti democratici, contro la legge Gui.

  • Bologna 08-20/02/1968

    Riprendono le agitazioni nell’università. Gli universitari di Lettere e di Fisica organizzano assemblee e commissioni sul rapporto università-società, riforma, problemi di facoltà. Occupazione per due giorni di Magistero e Lettere, per un giorno delle aule di Giurisprudenza utilizzate dalla facoltà di Scienze politiche.

  • Modena 15-20/02/1968

    Presso le sedi del circolo Formaggini e dell’associazione il Portico, si riuniscono piccoli gruppi di studenti medi, sollecitati anche da ciò che sta accadendo nell’ateneo modenese e nelle principali città italiane. Le prime discussioni si concentrano sul problema dell’autoritarismo. Gli studenti individuano alcuni istituti, come l’Istituto commerciale Barozzi e l’Istituto magistrale Sigonio, nei quali l’autoritarismo emerge con più forza.
    All’entrata delle scuole vengono diffusi i primi volantini per sensibilizzare gli studenti. La richiesta di poter convocare l’assemblea si diffonde in diversi istituti della città. Il movimento studentesco propone di costituire all’interno delle assemblee gruppi di studio per elaborare “carte rivendicative degli studenti” sui problemi dei singoli istituti e della scuola nel suo complesso.

  • Parma 19/02/1968

    Alcune forze politiche chiedono che si discuta in giunta comunale dei provvedimenti disciplinari contro gli studenti e che se ne deliberi la sospensione.

  • Ravenna 24/02/1968

    Manifestazione e convegno contro la guerra in Vietnam organizzati unitariamente da FGCI, FGSI e FGR.

  • Bologna 27/02/1968

    Gli studenti di Fisica decidono di occupare completamente la facoltà contro la sospensione degli esami voluta dal Rettore e dal direttore d’Istituto.

  • Reggio Emilia 29/02/1968

    Un migliaio di studenti dell’ITI e dell’IPSIA scioperano su una piattaforma nella quale si rivendicano l’abolizione dell’apprendistato, la gratuità della scuola fino al sedicesimo anno e un presalario democraticamente distribuito negli anni successivi, la costruzione immediata della Casa dello studente (autogestita), la gratuità del trasporto pubblico per i pendolari e altre riforme.
    La manifestazione si conclude con un’affollata assemblea al Teatro Ariosto.

  • Marzo 1968

  • Bologna 01/03/1968

    Nella prime settimane continuano le agitazioni con l’occupazione di sette facoltà.

  • Bologna 02/03/1968

    Nuova occupazione di Magistero contro l’intervento della polizia a Valle Giulia; un gruppo di docenti e assistenti di Magistero firma un documento di solidarietà con gli studenti. Fisica resta occupata; il Rettore minaccia gli studenti di Fisica e ricorda loro le conseguenze penali in caso di danneggiamento dei materiali presenti nella facoltà. Alcuni professori dell’Istituto di Fisica “Righi” firmano un documento in cui si propone la costituzione di un Collegio di docenti di ruolo con rappresentanti di incaricati, assistenti, ricercatori e il riconoscimento dell’assemblea studentesca

  • Bologna 04/03/1968

    Occupazione di Lettere e Giurisprudenza. A Lettere gli studenti cercano più volte il confronto con il Prof. Spongano il quale puntualmente abbandona l’aula.

  • Modena 04/03/1968

    L’Assemblea degli universitari invia un comunicato al Rettore: gli studenti dichiarano decaduto l’ORUM e riconoscono l’assemblea come unica forma di rappresentanza.

  • Bologna 05/03/1968

    Occupazione di Medicina e Scienze politiche.

  • Modena 05/03/1968

    Con l’intento di difendere “l’ordine”, i rappresentanti dell’ORUM decidono di presidiare la sede centrale dell’ateneo. L’impresa dura una sola giornata; pochi, screditati e isolati, i membri dell’organismo sono costretti a lasciare l’università. Nel corso del pomeriggio 600 studenti riuniti agli Istituti chimici di Via Campi ribadiscono la richiesta di riconoscere l’assemblea come unica istanza rappresentativa e di sciogliere il vecchio organismo basato sul principio della delega. L’assemblea vota a favore della sospensione delle lezioni e per la costituzione di commissioni di lavoro sulla riforma dell’università, sul collegamento con le lotte nazionali e sulla struttura e le funzioni delle assemblee.

  • Modena 05-11/03/1968

    Dopo una settimana di sospensione dell’attività didattica e di lavoro delle commissioni vengono presentate al rettore le richieste approvate dall’assemblea generale e appoggiate da una parte dei docenti assistenti e incaricati: riconoscimento formale dell’assemblea; riforma dell’esame definito “inquisitorio” e “nozionistico” con un esame aperto fondato sul colloquio; possibilità di organizzare seminari autogestiti; verifica dell’effettiva partecipazione dei docenti alla vita universitaria; partecipazione dei portavoce dell’assemblea alle commissioni tecniche e amministrative dell’Ateneo.

  • Bologna 07/03/1968

    Assemblea generale all’Istituto di Fisica con un migliaio di studenti e manifestazione in Via Zamboni. Nelle facoltà occupate emergono con forza temi politici e ideologici come la non neutralità della scienza; viene richiesto il riconoscimento dell’assemblea e del suo potere decisionale, si rifiuta la cogestione e la mediazione con strutture e organi giudicati non riformabili.
    La protesta si diffonde nelle scuole superiori, nonostante l’iniziativa dei Presidi degli Istituti superiori che inviano lettere ai genitori degli studenti per esortarli a far cessare le agitazioni. Gli studenti contestano l’obsolescenza delle strutture e della didattica.

  • Ferrara 07/03/1968

    Viene occupata l’Università. La decisione viene presa dopo un’assemblea nell’Aula magna poiché il Senato accademico ha opposto un netto rifiuto alle richieste degli universitari. Gli studenti occupano rimanendo all’interno dell’Aula magna dopo avere fischiato il rettore.

  • Bologna 09/03/1968

    Occupazione del Liceo Fermi; il giorno successivo l’assemblea del Liceo sospende l’occupazione come apertura di credito ad una commissione appena formata di professori e studenti, incaricata di elaborare proposte di riforma.

  • Bologna 10-11/03/1968

    Occupazione del Liceo Righi.
    Occupazione dell’aula di chimica dell’Istituto Aldini-Valeriani.
    Prosegue l’occupazione di Fisica, Magistero, Scienze politiche, Lettere, Medicina, Giurisprudenza.
    Gli studenti di Ingegneria interrompono le lezioni per cinque giorni.

  • Modena 12/03/1968

    La lotta degli universitari modenesi raggiunge un primo risultato: l’ORUM, ormai privo di legittimità anche agli occhi delle istituzioni, viene sciolto dal Senato accademico.
    Nello stesso giorno iniziano le mobilitazioni nelle scuole superiori. Alla Sala di cultura si svolge la prima assemblea generale degli studenti medi. Dall’incontro scaturisce la proposta di promuovere il giorno successivo uno sciopero contro l’autoritarismo, per il diritto di assemblea, per un effettivo diritto allo studio e in segno di solidarietà con i giovani che nelle scuole di altre città subiscono gli interventi repressivi della polizia. Lo sciopero nelle scuole superiori coinvolge alcune migliaia di studenti. Allo sciopero seguono varie assemblee di istituto e una nuova assemblea generale.

  • Ravenna 12/03/1968

    Gli studenti del Liceo Artistico occupano il loro istituto. All’interno, gli studenti si riuniscono in assemblea per discutere modalità e forme di lotta. Nelle stesse ore gli studenti rappresentanti del Consiglio studentesco dell’ITC “Ginanni” danno le dimissioni dal neonato organismo, dichiarato come inutile e inadeguato.

  • Ravenna 13/03/1968

    Studenti dell’ITI “Baldini” e delle Magistrali scioperano in solidarietà coi propri colleghi dell’Artistico. All’ITI l’adesione allo sciopero da parte dei 1200 studenti è pressoché totale e il loro corteo si incontra in piazza San Francesco con quello proveniente dalle Magistrali.
    Nel pomeriggio, dopo un nuovo corteo, gli studenti di ITI e Magistrali si danno appuntamento al polisportivo Darsena per discutere dello sciopero previsto per il giorno seguente mentre quelli del Classico e di Ragioneria si riuniscono nei loro istituti per le medesime ragioni.
    All’Artistico l’occupazione prosegue per tutto il giorno, mentre gli studenti svolgono assemblea o si dividono in commissioni di studio e gruppi di lavoro che preparano una carta rivendicativa.

  • Ravenna 14/03/1968

    Corteo di studenti per le vie della città in solidarietà con l’Artistico e per la riforma delle strutture della scuola, promosso dal Comitato Unico Studentesco. I partecipanti sono circa 4000 e la dimostrazione termina in piazza San Francesco dove rappresentanti delle varie scuole tengono una breve orazione.
    Al termine di questa assemblea all’aperto, gli studenti dell’ITIS “Baldini” occupano i locali del loro istituto facendone sede di una assemblea, mentre quelli dell’Artistico sospendono la loro occupazione come richiesto dal Provveditore per avviare la discussione della carta rivendicativa da loro elaborata

  • Ferrara 15/03/1968

    Dopo due giorni di dibattito, i Consigli comunale e provinciale approvano un ordine del giorno di sostegno alle lotte studentesche (votano a favore PCI, PSIUP, MAS, DC); il documento è articolato in vari punti: diritto allo studio, riforma e democratizzazione dell’università, partecipazione degli studenti, rifiuto di interventi repressivi, più alcune questioni specifiche dell’Università di Ferrara (creazione di una nuova Casa dello studente e istituzione della facoltà di Magistero)

  • Ravenna 15/03/1968

    Il Preside dell’ITIS “Baldini” richiede l’intervento della Polizia, che procede allo sgombero della scuola. Lo sgombero si svolge senza incidenti, scandito dagli slogan ironici rivolti dagli studenti agli agenti di PS.
    Gli studenti si dirigono poi in corteo fino alla Questura, per protestare contro l’azione poliziesca e si riuniscono in assemblea al campo sportivo della Darsena. Nella stessa mattina si svolge una assemblea all’ITC “Ginanni” dalla quale, nonostante la presenza del preside che minaccia sanzioni disciplinari e azioni legali, sembra emergere un orientamento favorevole all’occupazione.

  • Modena 18/03-10/3/1968

    Viene occupato l’Istituto tecnico Fermi. L’occupazione è articolata in quattro gruppi di studio sull’autoritarismo, sulla didattica, sulla carta rivendicativa degli studenti e sulle prospettive professionali. Dopo tre giorni di occupazione, che vedono la partecipazione del 90% degli studenti, i documenti elaborati dalle commissioni vengono approvati dall’assemblea generale. Anche all’Istituto d’arte Venturi, all’ITI Corni, all’Istituto magistrale Sigonio e al Liceo classico Muratori si svolgono assemblee articolate in gruppi di studio sui problemi della scuola e sulle prospettive della mobilitazione studentesca.

  • Rimini 18/03/1968

    Entrano in agitazione gli studenti delle Magistrali “Valgimigli”. Vengono costituite in varie scuole commissioni per discutere dei programmi di studio, di scrutini e di voti. Nasce anche un Comitato studentesco cittadino con rappresentanti di varie scuole.

  • Ferrara 19/03/1968

    Si svolgono assemblee nelle varie facoltà per definire una piattaforma globale da presentare al Senato accademico.

  • Bologna 21/03/1968

    Viene occupata anche Chimica industriale; il Consiglio di facoltà dei professori di Chimica appoggia l’occupazione.
    Fuori dalle aule si svolgono incontri e dibattiti. Al circolo culturale “Cesarini” della Bolognina si discute di “crisi dell’università, crisi della democrazia” con gli studenti del movimento Franco Berardi, Francesco Garibaldo, Roberto Grandi. A Medicina si svolge un dibattito sulla politicità della scienza con Giorgio Bocca e Franco Basaglia.

  • Modena 21/03/1968

    Il consiglio di presidenza dell’Istituto per il commercio Barozzi, applicando un “regio” articolo del 1925, sospende per 15 giorni uno studente reo di avere offeso il “decoro personale” di un insegnante e “incitato le alunne della classe alla insubordinazione e alla sommossa”. Analoghi provvedimenti vengono minacciati in altri istituti modenesi.

  • Ravenna 21/03/1968

    In vari istituti si tengono assemblee.

  • Rimini 22/03/1968

    Assemblea degli studenti dell’ITC “Valturio” che chiedono il riconoscimento dell’assemblea.

  • Modena 23-30/03/1968

    Il corpo accademico riconosce l’assemblea generale degli universitari come istanza rappresentativa degli studenti, ma le altre rivendicazioni del movimento vengono respinte. L’assemblea decide perciò l’“occupazione aperta” dell’università. Per alcuni giorni al posto delle lezioni tradizionali si svolgono seminari e “controcorsi” autogestiti, con la partecipazione di un gruppo di docenti disposti a sperimentare un nuovo modo di impostare la didattica. All’autogestione della didattica si affiancano la discussione e l’elaborazione di documenti sull’autoritarismo nella scuola e nella società, sul carattere classista dell’istituzione scolastica, sul progetto Gui, sul profilo futuro di una università radicalmente rinnovata.
    Durante l’occupazione scoppia il caso di Mario Saviano, il direttore dell’Istituto di fisiologia che rappresenta per gli studenti il simbolo dello strapotere baronale e della cattiva gestione dell’università. Gli universitari invitano il sindaco Triva, in qualità di membro del Consiglio di amministrazione dell’ateneo, a visitare l’istituto e promuovono un’inchiesta che mette in luce la mancanza assoluta di qualsiasi attività di ricerca, il totale disinteresse per i problemi degli studenti, lo sperpero dei fondi ricevuti dall’università.

  • Ferrara 24/03/1968

    Viene presentato al rettore un elenco di richieste parte di un documento a carattere rivendicativo. Fra le richieste: eliminazione di spese inutili e di esazioni illegittime, più equa ripartizione dei contributi statali, ricerca di fonti alternative di reddito piuttosto che rincarare le rette, consultazione con l’ORUF per definire l’entità dei contributi. In merito all’assistenza gli studenti chiedono: assistenza medica gratuita mediante la formazione di un apposito ente mutualistico, gratuità delle medicine, ecc... Gli studenti chiedono inoltre di partecipare al Consiglio di Amministrazione e ai Consigli di Facoltà con pieni poteri decisionali e in rappresentanza percentuale del 50%.

  • Ravenna 26/03/1968

    Nuovo sciopero degli studenti dell’ITIS ”Baldini”.

  • Rimini 26/03/1968

    Vengono occupati il Liceo Classico “Giulio Cesare” e l’ITC “Valturio”, sgomberati dalla Polizia dopo qualche ora; al termine dell’occupazione gli studenti si riuniscono all’aperto in Piazza Tre Martiri e stabiliscono una assemblea per il giorno seguente nel salone dell’Arengo. Si succedono assemblee alle Magistrali e allo Scientifico.

  • Bologna 27/03/1968

    Manifestazione a sostegno del popolo vietnamita promossa da studenti e docenti dell’università “J. Hopkins” in Piazza Minghetti; segue una veglia di 24 ore e un digiuno di alcuni studenti. Partecipano anche gli studenti medi.

  • Ferrara 27/03/1968

    La giunta dell’ORUF (formata dall’Intesa, dall’Associazioni “Fuorisede”, e dalla “Lista di Facoltà”) si impegna a ristrutturare l’organismo attraverso la costituzione dell’assemblea di facoltà e dei Consigli studenteschi di facoltà.

  • Ravenna 27/03/1968

    Il Consiglio comunale di Ravenna approva un ordine del giorno nel quale si denunciano gli interventi polizieschi e autoritari e si solidarizza con la lotta studentesca. L’o. d. g. è votato da PCI, PSIUP, PSU e da un consigliere comunale del PRI (altri due esponenti del partito dell’Edera si astengono) mentre il resto del gruppo del PRI e la DC si oppongono.
    La Polizia ferma, davanti alle Magistrali due studenti che stanno distribuendo un volantino del Movimento, poi rilasciati a seguito della minaccia di tutti gli altri alunni di scendere in sciopero.

  • Rimini 27/03/1968

    Assemblea studentesca all’Arengo a cui partecipano circa 1000 studenti. Sit-in davanti al Carlino per protestare contro “le distorsioni dell’informazione”. Centosessanta studenti del Classico firmano un proclama contro l’occupazione.

  • Ravenna 28/03/1968

    Manifestazione studentesca in solidarietà con i sei ragazzi dell’Artistico colpiti da provvedimenti disciplinari e per l’accoglimento delle carte rivendicative presentate sia dagli alunni dell’Artistico che da quelli delle Magistrali “Margherita di Savoia”.
    I dimostranti si recano verso la sede del Provveditorato ma la strada è loro sbarrata da un cordone di poliziotti. Gli studenti allora si siedono a terra ed inscenano un sit-in. Gli agenti procedono a sgomberare i manifestanti. In seguito, l’intervento del senatore del PCI Samaritani e di altre personalità politiche sblocca la situazione e fa sì che il Provveditore riceva una delegazione di studenti, le cui proposte vengono però tutte respinte.

  • Bologna 29/03/1968

    Il Senato accademico approva la costituzione di commissioni paritetiche in ogni facoltà. In una conferenza stampa degli studenti di Fisica sono rese note le posizioni del Movimento sulle proposte del Senato: si rifiuta ogni ipotesi di cogestione e si rivendica il riconoscimento politico della libertà d’organizzazione e dell’autonomia del Movimento.

  • Ravenna 29/03/1968

    Alcune centinaia di studenti sfilano in corteo al grido di “scuola libera”. Al termine si svolge una assemblea in cui si discute della situazione studentesca nei vari istituti e sulle prospettive da dare al Movimento. Nel pomeriggio una nuova manifestazione di solidarietà con gli studenti colpiti da provvedimenti disciplinari (se ne sono aggiunti altri 4 dell’ITC “Ginanni”) promossa dagli alunni dei Licei Classico e Scientifico.

  • Bologna 30/03/1968

    Il Consiglio di facoltà di Lettere deplora la “degenerazione” degli ultimi avvenimenti e l’allontanamento del movimento da contenuti strettamente universitari. Delibera la costituzione di tre commissioni di studio per la riforma a cui sono invitati gli studenti previa liberazione della facoltà. L’assemblea degli studenti esaminate le proposte non vi ravvisa alcun fatto nuovo e rivendica il riconoscimento pieno del potere assembleare.

  • Ravenna 30/03/1968

    Mentre gli studenti continuano la loro agitazione sulla base della comune richiesta del riconoscimento delle assemblee, della libertà di riunione nelle sedi scolastiche, dell’istituzione del lavoro di gruppo, il Consiglio provinciale prende posizione sulla questione con un ODG (approvato con i soli voti del PCI) in cui si dichiara piena solidarietà con gli studenti in lotta.

  • Modena 31/03/1968

    L’occupazione dell’ateneo si conclude con un corteo di alcune centinaia di studenti. L’assemblea generale degli universitari decide di proseguire la lotta nelle singole facoltà e di impegnarsi fuori dall’università per coinvolgere la città

  • Rimini 31/03/1968

    Nuova assemblea all’Arengo (400-500 partecipanti) allo scopo di aprire alla città la problematica del Movimento Studentesco. Presente il sindaco del PCI Ceccaroni che interviene insieme ad altri esponenti del partito. Alcuni di questi interventi sono fischiati e contestati.

  • Aprile 1968

  • Modena 01/04/1968

    Gli studenti universitari organizzano una manifestazione per sensibilizzare l’opinione pubblica. I manifestanti bloccano il traffico con un sit-in e distribuiscono un volantino rivolto ai cittadini modenesi nel quale spiegano le ragioni della loro lotta. Il corteo passò anche sotto la sede del “Resto del Carlino” – il quotidiano apertamente schierato contro il movimento studentesco – che diventa bersaglio della contestazione.
    Le lotte universitarie e la questione Saviano arrivano anche in Consiglio comunale; l’amministrazione locale solidarizza apertamente con gli studenti.

  • Bologna 02/04/1968

    I docenti di Magistero continuano ad avere un atteggiamento dialogante. Stabiliscono l’ingresso di cinque assistenti e cinque incaricati nel Consiglio di facoltà (gli studenti rifiutano), approvano nuove sperimentazioni didattiche.

  • Cesena 02/04/1968

    Gli studenti dell’ITI votano l’occupazione del loro istituto. Nelle varie classi le lezioni sono sostituite da discussioni sui contenuti e i metodi dell’insegnamento e contro l’autoritarismo.
    Al Liceo Classico “Monti”, di fronte alle ripetute pressioni degli studenti, il preside concede una assemblea di due ore.

  • Ferrara 02/04/1968

    Dopo due assemblee di facoltà, in cui gli studenti si sono riuniti per prendere in esame le risposte del Rettore alle loro richieste avanzate in precedenza e per designare alcuni rappresentanti che avrebbero dovuto conferire con le autorità accademiche, un gruppo ristretto di studenti occupa l’aula didattica di Fisica, un altro un’ala di Matematica. Mentre il gruppo di Fisica protrae l’occupazione, gli studenti di matematica abbandonano l’aula in tarda serata lasciando un manifesto sulla porta di ingresso del loro Istituto.
    Nel manifesto si afferma che l’assemblea degli studenti abbandona l’occupazione in attesa che il Senato Accademico e il consiglio di amministrazione si riuniscano per dare risposte concrete alle proposte degli studenti; l’assemblea si riserva di riprendere l’occupazione qualora non vengano accolte le richieste studentesche entro il 5 aprile.

  • Cesena 03/04/1968

    Il preside dell’ITI concede agli studenti la possibilità di creare gruppi di studio (peraltro già costituiti in maniera autonoma il giorno precedente dagli alunni). Gli studenti assumono come base di discussione la carta rivendicativa del Liceo Berchet di Milano

  • Ferrara 03/04/1968

    Continua l’occupazione dell’aula didattica di Fisica. Gli studenti dichiarano che non si tratta di una occupazione di protesta bensì di studio in quanto costituisce l’occasione per discutere insieme “con ponderatezza” i problemi che li riguardano direttamente.

  • Cesena 04/04/1968

    Gli studenti dell’ITI continuano la discussione, divisi in gruppi di studio, sulla carta rivendicativa da presentare all’assemblea generale. Emergono le prime proposte: obbligo scolastico a 16 anni, abolizione degli esami, rapporto costante fra scuola e società attraverso incontri periodi, adesione a criteri nuovi di valutazione.

  • Parma 04/04/1968

    Viene occupata la facoltà di Scienze in via D’Azeglio.

  • Bologna 05/04/1968

    Occupazione dell’Istituto di Zoologia.

  • Ferrara 05/04/1968

    Si riuniscono il senato accademico e il Consiglio di Amministrazione che rilevano come molte richieste degli studenti siano concernenti questioni di competenza esclusivamente ministeriale. Garantiscono nondimeno di sostenere presso il Ministero della P. I. le richieste.
    In assemblea, alcuni studenti si dichiarano parzialmente soddisfatti delle decisioni del Senato accademico, altri manifestano il loro “malcontento”. Al termine è comunque approvata una mozione con la quale gli universitari si dichiarano disposti a continuare i colloqui intrapresi con le autorità accademiche allo scopo di giungere ad una soluzione concreta dei problemi.

  • Parma 05/04/1968

    Viene occupata la sede centrale dell’ateneo.

  • Parma 06/04/1968

    Gli studenti di Medicina occupano la propria facoltà.

  • Bologna 08/04/1968

    Alcuni docenti di Fisica (Zichichi, Clementel, Puppi, Cimino) si barricano dentro l’Istituto nucleare per riprendere l’attività, le lauree, la ricerca e sbloccare la situazione. Gli studenti picchettano l’ingresso per isolarli e occupano la sede centrale dell’università. Nel pomeriggio i professori abbandonano l’aula.
    Gli studenti di Magistero abbandonano l’occupazione dopo l’accoglimento di alcune istanze studentesche; conservano solo un’aula.

  • Parma 08/04/1968

    Nella sede centrale dell’ateneo occupata dagli studenti, è organizzata un’assemblea pubblica nella quale il comitato di coordinamento presenta cinque relazioni. In seguito intervengono Rosolino Alfieri, segretario della Camera del Lavoro, Giorgio Mazzadi, segretario del PLI cittadino, l’onorevole Carlo Buzzi della DC, il sindaco Enzo Baldassi del PCI, Germano Missale del PSI, e Luigi Marchini del PSIUP.

  • Bologna 12/04/1968

    Nel centro della città si svolge un corteo contro l’attentato a Rudi Dutschke.

  • Cesena 16/04/1968

    studenti di Cesenatico (sia delle scuole cittadine che fuorisede a Cesena), riuniti in un Comitato giovanile studentesco, occupano l’Ufficio Tecnico del Comune e espongono cartelli dalla finestra. Scopo dell’azione è la denuncia della speculazione edilizia e del Piano regolatore proposto dal centro-sinistra.

  • Parma 16/04/1968

    Incontro tra rappresentanti sindacali e studenti dell’ateneo occupato.

  • Bologna 17/04/1968

    Il Senato accademico concede “tre punti” agli studenti: sospensione della didattica per un giorno alla settimana per i lavori del movimento; un’aula libera tutti i giorni per ogni facoltà; gestione dei fondi versati dagli studenti stessi, prima destinati all’ ORUB. Alcuni Consigli di facoltà (Lettere e Scienze politiche) esprimono perplessità in merito alle concessioni del Senato accademico.
    In risposta alle concessioni del Senato gli studenti decidono di porre fine all’ occupazione della sede centrale dell’università.

  • Parma 18/04/1968

    Il comizio di Pietro Cerullo, candidato capolista circoscrizionale del MSI, è contestato da studenti e militanti di sinistra. Scoppiano scontri con le forze dell’ordine e Cerullo è costretto a interrompere la manifestazione. Due giovani antifascisti sono denunciati per disturbo al comizio.

  • Parma 21/04/1968

    L’assemblea degli studenti, in una mozione, chiede che le autorità accademiche accettino tout court le condizioni del movimento e assumano una posizione chiara e definitiva entro il 24 aprile.

  • Bologna 22/04/1968

    Nuova occupazione della sede centrale contro il divieto di svolgere attività didattica a Giurisprudenza. Restano occupate: Fisica, Lettere, Chimica industriale, Giurisprudenza, Scienze politiche; occupazione aperta a Medicina e chirurgia.

  • Parma 23-24/04/1968

    Nella notte tra il 23 e il 24, alcuni neofascisti tentano di “liberare” la sede centrale dell’ateneo, cercando a più riprese di penetrarvi malgrado la presenza delle forze dell’ordine.
    Gli attacchi vengono respinti grazie alla tenacia degli occupanti e al pronto intervento di quelle categorie di lavoratori che, nel corso dell’occupazione, avevano seguito le alterne vicende del Movimento. La mattina seguente, i carabinieri entrano nei locali occupati e conducono all’esterno gli studenti che resistono passivamente. Mentre il Palazzo centrale dell’Università viene presidiato, Roberto Taverna e don Antonio Moroni vengono tratti in stato di fermo.
    Intanto, gli ex occupanti formano un corteo e, giunti in piazza Garibaldi, organizzano un sit-in. Un nuovo intervento delle forze dell’ordine fa precipitare la situazione: decine di cittadini, studenti e professori vengono caricati sui cellulari. In seguito a questi arresti, la Camera del Lavoro decreta lo sciopero generale, il personale dei trasporti pubblici blocca le vie del centro e i lavoratori della città escono dalle fabbriche convergendo verso la piazza. Il corteo accompagna il sindaco comunista Enzo Baldassi al comando provinciale dei carabinieri per liberare i manifestanti. In seguito al loro rilascio, è lo stesso corteo di studenti, operai e cittadini a rientrare in massa nella sede centrale dell’università proclamandone l’occupazione a tempo indeterminato.

  • Parma 25/04/1968

    In occasione delle manifestazioni per la Liberazione, numerosi studenti e cittadini sfilano per le vie del centro ed assistono ai comizi di Giacomo Ferrari, di Rosolino Alfieri, dell’onorevole comunista Dante Gorreri e di altri esponenti del mondo politico e partigiano. Inoltre, Ugo La Malfa, segretario del PRI, giunto a Parma per motivi elettorali, partecipa ad un’assemblea pubblica organizzata nella sede centrale occupata dagli studenti.

  • Bologna 26/04/1968

    Durante una manifestazione alla Bolognina, gli studenti si recano davanti alle fabbriche Acma, Cevolani, Minganti; molti operai si uniscono al corteo che arriva fino a piazza Maggiore con più di tremila persone.

  • Parma 26/04/1968

    L’Assemblea generale di ateneo decide la conclusione dell’occupazione in seguito all’accettazione di una parte delle rivendicazioni studentesche da parte del corpo accademico.
    Il Centro universitario teatrale di Parma partecipa alla Settimana universitaria teatrale di Torino, un incontro tra diversi gruppi italiani nel corso del quale viene stilato il Documento dei Cut.

  • Maggio 1968

  • Bologna 01/05/1968

    Il primo maggio, in occasione della manifestazione in piazza Maggiore per la festa dei lavoratori, il movimento studentesco invia un messaggio-documento.
    Cessano le occupazioni dell’aula centrale, di Fisica, Lettere, Giurisprudenza.
    Un gruppo di docenti ordinari, incaricati e assistenti sottoscrive un documento contro la repressione delle istanze di rinnovamento espresse dal movimento studentesco.

  • Parma 01/05/1968

    Lungo le strade cittadine sfila il corteo per le celebrazioni del primo maggio. Al comizio successivo parlano Rosolino Alfieri, Roberto Taverna (tra i leader del movimento studentesco), Alberto Masetti della segreteria nazionale FIOM e uno studente greco.

  • Bologna 05/05/1968

    Assemblea al Liceo “Monti”. Gli studenti votano a larga maggioranza un documento formale di richieste: creazione di consigli di classe, potere all'assemblea, diritto di auto-riunione durante le ore di lezione, gruppi di studio.

  • Parma 10/05/1968

    Un comizio di Giorgio Almirante, dirigente dell’MSI, è duramente contestato dal movimento studentesco e da attivisti della sinistra. Scoppiano scontri con neofascisti e forze dell’ordine e Almirante non riesce a proseguire la manifestazione. Diciotto antifascisti sono denunciati dall’autorità giudiziaria per disturbo al comizio e due neofascisti per porto abusivo di armi.

  • Modena 11-12/05/1968

    L’amministrazione modenese dedica due sedute del Consiglio, aperte a una rappresentanza di universitari, ai temi sollevati dalla protesta studentesca.

  • Giugno 1968

  • Parma 03/06/1968

    In piazza Garibaldi è organizzata una manifestazione di solidarietà con il maggio francese; nel corso del comizio del sindaco Enzo Baldassi, un gruppo di giovani d’ispirazione marxista-leninista organizza un sit-in che provoca il blocco della circolazione ed un contrasto con gli esponenti della federazione comunista e della FGCI.

  • Forlì 04/06/1968

    Manifestazione organizzata dalla FGCI in solidarietà con la lotta degli operai e degli studenti francesi contro il regime gollista.

  • Rimini 04/06/1968

    Corteo studentesco in solidarietà con studenti e operai francesi promosso da PCI, PSIUP e dai Circoli politico-culturali di sinistra.

  • Bologna 05/06/1968

    Occupazione di Magistero e Giurisprudenza. Sotto accusa è messo il sistema delle firme di presenza alle lezioni e degli esami.

  • Rimini 06/06/1968

    Assemblea studentesca al Cinema Italia. Viene sancita la nascita ufficiale del Movimento Studentesco e di un comitato permanente delegato dall’assemblea con funzioni organizzative di cui fanno parte rappresentanti di tutti gli istituti superiori e alcuni studenti universitari.

  • Bologna 07/06/1968

    Diversi studenti partecipano ad una manifestazione dei metalmeccanici con comizio in piazza Maggiore di Trentin, segretario della FIOM.

  • Forlì 11/06/1968

    Si snoda per le vie della città un corteo “Contro la violenza istituzionalizzata” organizzato dai giovani del Circolo Giovanile Forlivese. Al corteo partecipano anche esponenti della FGCI e di Gioventù Studentesca. Alla motivazione ufficiale della manifestazione (la protesta per la morte di Bob Kennedy) si unisce una critica più generale all’imperialismo, alla guerra in Vietnam e alla società capitalistica.

  • Bologna 13/06/1968

    Occupazione per una giornata di Lettere, nonostante il voto contrario della maggioranza degli studenti presenti al momento della votazione.

  • Luglio 1968

  • Bologna 01-31/07/1968

    In luglio viene costituita, per iniziativa accademica, una Commissione universitaria con il compito di elaborare materiale per la riforma da mettere a disposizione di una futura assemblea costituente aperta a tutte le componenti dell’università. La Commissione è composta da professori di ruolo, incaricati, assistenti e personale non docente. Gli studenti si rifiutano di partecipare.

  • Parma 01-31/07/1968

    Alcuni leader del movimento studentesco, come don Antonio Moroni, costituiscono il Centro di Documentazione e Ricerca Politica, con sede in borgo Tommasini. Una commissione del Comitato di agitazione del movimento universitario inizia a raccogliere e ordinare i documenti delle mobilitazioni della primavera al fine di pubblicare un “libro bianco”.

  • Parma 02/07/1968

    I giovani del Centro universitario teatrale di Parma (Cut) allestiscono gli Orazi e Curiazi di Bertolt Brecht sulle spiagge della riviera romagnola ma sono costretti dal questore di Forlì ad interrompere lo spettacolo. Nei giorni successivi gli attori organizzano diverse manifestazioni di protesta sul lungomare.

  • Rimini 14/07/1968

    Al Parco Indipendenza di Rimini si danno appuntamento circa 200 giovani del Movimento per una manifestazione.

  • Parma 15/07/1968

    Gli studenti manifestano per le vie cittadine contro i provvedimenti del governo Leone e contro la destituzione di Carlo De Caroli, preside della facoltà di Architettura di Milano. La protesta si conclude con l’occupazione della sede centrale dell’università che durerà cinque giorni fino al suo sgombero da parte delle forze dell’ordine il 20.

  • Rimini 15/07/1968

    Per protesta contro la destituzione di Carlo De Caroli, preside della facoltà di Architettura di Milano, gli studenti del Movimento bloccano Viale Ceccarini a Riccione. All’azione partecipano anche studenti di altre città. Bloccato il traffico, gli studenti, armati di megafono, improvvisano un comizio. La Polizia li sgombera con la forza mentre mettono in atto una resistenza passiva : sette sono i giovani fermati.

  • Parma 22/07/1968

    Durante una manifestazione anticomunista per i fatti della Cecoslovacchia, scoppiano scontri in piazza Garibaldi tra giovani filocinesi e attivisti della Democrazia Cristiana.

  • Rimini 24/07/1968

    Assemblea allargata del Movimento. Viene presentata una Bozza di discussione che indica come bersaglio del Movimento la presenza dell’autoritarismo in qualsiasi tipo di rapporto sociale.

  • Agosto 1968

  • Bologna 01-09/08/1968

    Gli studenti che avevano partecipato all’inchiesta alla Pancaldi seguono gli sviluppi della vertenza che si conclude il 9 agosto con un accordo dopo oltre un mese d’occupazione.

  • Settembre 1968

  • Modena 01/09/1968

    La Giovane Italia cerca di organizzare un raduno nazionale a Modena. L’intero schieramento antifascista si mobilita per impedire l’evento che prevede un comizio e un corteo di protesta contro l’invasione sovietica di Praga. La Giunta comunale, insieme ai gruppi consiliari della DC e del PSU, nega ai fascisti l’uso delle piazze modenesi e poco dopo il ministero degli Interni revoca, per ragioni di ordine pubblico, l’autorizzazione allo svolgimento del raduno nelle vie della città.
    Mentre il centro cittadino è presidiato da esponenti della Resistenza e delle forze democratiche, da lavoratori e da studenti, i neofascisti – circa 200, provenienti da diverse località – sono costretti a ripiegare in una sala cinematografica dove svolgono la loro manifestazione protetti da duemila poliziotti.

  • Piacenza 01-30/09/1968

    I giovani studenti vicini al PSIUP, sotto la denominazione di “Movimento studentesco” distribuiscono numerosi volantini e organizzano numerose assemblee sulla situazione scolastica.

  • Parma 14/09/1968

    Davanti al cinema Verdi, in via Paciaudi, studenti e giovani lavoratori contestano il film “Berretti verdi” con John Wayne e Ray Kellogg. Ne consegue qualche tafferuglio con un giornalista della “Gazzetta di Parma” e con le forze dell’ordine.

  • Rimini 15/09/1968

    La Polizia disperde una dimostrazione studentesca contro il governo dei Colonnelli greci verificatasi contestualmente alla cerimonia di commemorazione dei caduti di guerra ellenici presso il cimitero militare sulla via Emilia.

  • Forlì 19/09/1968

    Militanti del PCI, della FGCI e del nascente Movimento studentesco picchettano il Cinema Esperia in Corso Garibaldi ove viene proiettato il film “Berretti Verdi”.

  • Forlì 20/09/1968

    In serata si svolge nel Salone comunale un dibattito sulla guerra del Vietnam organizzato dalle organizzazioni giovanili di partito. Sono presenti circa 500 giovani. Successivamente una parte dei presenti procede all’occupazione della sala e dal balcone vengono esposti striscioni in solidarietà con i Vietcong. Le forze dell’ordine intervengono per sgomberare la sala. Sette sono i fermati mentre otto saranno i denunciati.
    Terminata l’occupazione, i partecipanti all’evento confluiscono presso la sede della Federazione del PCI dove si tiene un’assemblea fra le varie anime della protesta che rappresenta una sorta di atto di nascita del Movimento Studentesco Forlivese.

  • Forlì 21/09/1968

    Si svolge un corteo di studenti per protestare contro il licenziamento di un operaio della Mangelli, la principale fabbrica cittadina con oltre 2000 dipendenti, e l’intervento poliziesco della sera precedente. Dopo aver inscenato una dimostrazione sotto la sede de Il Resto del Carlino, i partecipanti giungono presso il Cinema Esperia, dove viene proiettato il film Berretti Verdi. Il corteo viene caricato dalla polizia. Due sono i fermati, poi rilasciati in serata a seguito dell’intervento diretto del segretario della Federazione forlivese del PCI presso il Questore di Forlì. Altri nove sono i denunciati.

  • Bologna 22/09/1968

    Al cinema Imperiale si svolge un convegno della “Giovane Italia”, organizzazione giovanile del MSI. Si verificano scontri con un presidio antifascista organizzato dal movimento studentesco all’esterno.

  • Forlì 26/09/1968

    Il PCI e la FGCI organizzano una manifestazione contro l’autoritarismo padronale e la violenza poliziesca, per la libertà del Vietnam e le libertà operaie e studentesche. Ampia è la partecipazione di giovani del Movimento.

  • Ottobre 1968

  • Bologna 02/10/1968

    Si svolge il congresso nazionale di medicina del lavoro. Gli studenti contestano e vengono malmenati dalla polizia, qualcuno anche arrestato (tre universitari e un liceale) e scarcerato cinque giorni dopo. Sui fatti viene avanzata un’interrogazione parlamentare. Il sindacato e le operaie della Pancaldi esprimono solidarietà.

  • Bologna 03/10/1968

    Si tiene un’assemblea ad Anatomia sul rapporto operai-studenti.

  • Forlì 03/10/1968

    Presso il Circolo Forlivese di Cultura, si svolge in serata una tavola rotonda fra una delegazione del Movimento e i segretari provinciali dal PCI, PSIUP e CGIL. L’incontro rappresenta il momento più ampio e aperto di confronto e dibattito fra “sinistra ufficiale” e Movimento a Forlì.

  • Parma 04/10/1968

    In seguito ad una riunione nell’Università viene formato un Comitato di studenti e di operai.

  • Forlì 05/10/1968

    Manifestazione nel centro cittadino per protesta per l’Eccidio di Piazza delle Tre Culture a Città del Messico.

  • Rimini 05/10/1968

    Assemblea studentesca sui fatti del Messico.

  • Reggio Emilia 06/10/1968

    Dopo l’eccidio di Piazza delle tre culture a Città del Messico un corteo di giovani percorre le vie della città a sostegno delle lotte degli studenti messicani e chiedendo la sospensione delle Olimpiadi.

  • Rimini 07/10/1968

    Corteo di protesta e assemblea dopo i fatti di Città del Messico.

  • Forlì 12/10/1968

    Sciopero studentesco promosso dal Movimento per ottenere un’aula in cui tenere assemblee in ogni istituto. Gli studenti, circa 2000, si riuniscono in assemblea al teatro della Camera del Lavoro.

  • Piacenza 12/10/1968

    Assemblea pomeridiana di alcuni studenti dell’Istituto tecnico “Romagnosi” per discutere della situazione a scuola.

  • Ravenna 12/10/1968

    In serata, la proiezione del film Berretti Verdi presso il cinema Mariani provoca un’azione di disturbo e boicottaggio condotta dal Movimento e da giovani della FGCI, FGSI e FGR. Centinaia di studenti si radunano davanti alla sala di proiezione cantando inni e gridando parole d’ordine e slogan antimperialisti e distribuendo volantini. Le forze dell’ordine ricorrono ad alcune cariche di alleggerimento. La massa dei dimostranti lascia infine la zona antistante il locale, sfilando in corteo per il centro.

  • Reggio Emilia 15/10/1968

    Assemblea del Liceo scientifico alla sala Verdi dove viene proposto un referendum per scegliere se privilegiare l’assemblea come strumento di democrazia diretta o mantenere gli Organismi Rappresentativi Studenteschi.

  • Rimini 16/10/1968

    Assemblea di studenti dell’ITI “Da Vinci” (800 presenti) al Cinema Italia e costituzione dei gruppi di studio.

  • Bologna 17/10/1968

    Si mobilitano anche le scuole superiori. Al Liceo “Galvani” gli studenti manifestano contro l’allontanamento del professore di religione Franchini. Il preside del Liceo “Righi” minaccia provvedimenti in caso di turbamento delle lezioni. All’ITI gli studenti manifestano per avere l’uso di un locale.

  • Reggio Emilia 17/10/1968

    Al Liceo classico l’assemblea è riconosciuta dalla maggioranza degli studenti. L’assemblea vota a favore della cogestione e della collaborazione col corpo docente.

  • Rimini 17/10/1968

    Sciopera circa metà degli studenti del Classico, poi riunitisi in assemblea al Cinema Italia. Durante l’assemblea viene affermata la volontà del Movimento di opporsi all’autoritarismo e al “sistema”.

  • Parma 19/10/1968

    Giovani e studenti antifascisti contestano il V Congresso nazionale sull’alimentazione della CISNAL. Per tutta la giornata si verificano scontri con militanti neofascisti nei borghi tra via Tommasini, strada Farini e via Maestri. Dieci persone sono denunciate per “schiamazzo”.

  • Reggio Emilia 19/10/1968

    L’Istituto magistrale “Matilde di Canossa” riunito alla sala Verdi respinge il criterio assembleare. All’ ITI il preside non si mostra ostile all’assemblea. Una classe decide di leggere e discutere i pensieri di Mao nell’ora di religione.

  • Piacenza 20/10/1968

    Un volantino della FGSI del PSIUP denuncia la presenza della polizia davanti alle scuole.

  • Forlì 22/10/1968

    Sciopero massiccio degli studenti dell’ITI “Marconi” per la mancanza di riscaldamento nelle aule.

  • Cesena 23/10/1968

    Scioperano gli studenti del Classico per la richiesta di poteri per l’assemblea ed introduzione dei gruppi di studio e comitati base.

  • Ravenna 23/10/1968

    Un folto gruppo di studenti dello Scientifico protesta davanti al Palazzo della Provincia per l’intenso freddo delle aule del loro istituto dovuto alla rottura di una delle caldaie di riscaldamento.

  • Bologna 24-29/10/1968

    Le agitazioni investono la facoltà di Economia. Gli studenti, impedito l’ingresso ad un convegno sul “marketing” nell’aula magna della facoltà, decidono di occupare. Poco dopo vengono occupati i primi due piani di Economia in seguito ad un episodio avvenuto durante il Consiglio allargato di facoltà con la presenza di studenti, incaricati ed assistenti. Il professor Ciusa, preside di facoltà, dopo un diverbio, viene alle mani con un rappresentante degli assistenti; si scatena un parapiglia nel quale è coinvolto anche uno studente. L’incidente rilancia la lotta. Durante un’assemblea di facoltà vengono chieste le dimissioni di Ciusa e si respinge il progetto di riforma Andreatta che prevede per gli studenti di Economia una preparazione-collocazione tecnico-operativa e per quelli di Scienze politiche teorico-programmatica.

  • Reggio Emilia 24/10/1968

    Allo Scientifico il referendum registra 158 voti per l’assemblea e 534 per un organismo rappresentativo formato da un esponente di ogni classe.

  • Piacenza 26/10/1968

    Una classe del Liceo classico “Gioia” (trenta alunni della 3C) organizza uno sciopero per protestare contro il mancato riscaldamento dell’aula e si reca in Municipio per chiedere di risolvere la logistica della scuola. Il preside li sospende per tre giorni.

  • Reggio Emilia 26/10/1968

    Alla Camera di Commercio viene presentato il progetto che prevede l’istituzione di un corso di laurea in “Scienza della produzione animale”. Sono presenti parlamentari reggiani, rappresentanti delle istituzioni locali, il vescovo, il rettore dell’università di Bologna. La conferenza viene interrotta dalle proteste di un gruppo di studenti che prendono a bersaglio in particolare il senatore democristiano Medici.

  • Ferrara 27/10/1968

    Affollata assemblea al Liceo scientifico “Roiti”; il movimento studentesco chiede strumenti di democrazia nella scuola.

  • Piacenza 28/10/1968

    Gli studenti del Liceo classico “Gioia” si riuniscono nell’atrio dell’ex stazione ferroviaria Piacenza-Bettola per una lezione collettiva di filosofia e proseguire la protesta. Un’altra classe del Liceo classico Gioia (3A) sciopera per la mancanza dell’insegnante di latino e greco, recandosi al Provveditorato. Ancora una volta il preside sospende gli alunni per tre giorni.

  • Rimini 28/10/1968

    Al Classico, su autorizzazione del preside, inizia il lavoro dei gruppi di studio.

  • Bologna 29-30/10/1968

    Si susseguono assemblee nelle facoltà. Vengono occupate Scienze politiche e Giurisprudenza. All’ospedale psichiatrico “Roncati” entrano i temi del movimento: studenti, medici, degenti, infermieri discutono in assemblea di psichiatria e contestazione.

  • Piacenza 29/10/1968

    Sciopero degli studenti del Liceo classico “Gioia” contro le sospensioni del preside e per il diritto di partecipare direttamente al governo della scuola.

  • Rimini 29/10/1968

    Assemblea al Cinema Italia degli studenti dello Scientifico che discutono sulla situazione scolastica e sulle prospettive di lotta del Movimento. Al Classico il preside capovolge la sua posizione di apertura e minaccia di denunciare sei persone esterne alla scuola che si erano unite, su invito degli studenti, ai gruppi di studio. Per protesta, gli studenti abbandonano l’edificio.

  • Rimini 29-30/10/1968

    Vengono formalizzati i gruppi di studio allo Scientifico “Serpieri” e alle Magistrali “Valgimigli”. Al Classico il preside disconosce l’assemblea e i gruppi di studio e sospende 8 studenti.

  • Rimini 30/10/1968

    Larga parte degli studenti dello Scientifico disertano le lezioni e si riuniscono in assemblea presso il Cinema Italia per protesta contro la carenza di insegnanti.

  • Cesena 31/10/1968

    Sciopero generale di tutti gli istituti superiori cesenati per ottenere l’assemblea. L’astensione dalle lezioni è molto alta. Un corteo di centinaia di giovani percorre le vie del centro effettuando numerose soste e sit-in durante i quali sono letti brani di “Lettera ad una Professoressa”.

  • Ferrara 31/10/1968

    Dopo un’assemblea per la democrazia nella scuola, trecento studenti del Liceo scientifico “Roiti” danno vita ad un corteo nel quale espongono cartelli che riassumono i motivi della lotta: “Basta con le strutture medievali”, “No alla scuola di classe”, “Vogliamo il diritto di assemblea”, “Formateci non deformateci”.

  • Forlì 31/10/1968

    Studenti del Movimento occupano nel pomeriggio un’aula dell’ITC “Matteucci” per protesta a seguito del rifiuto dell’autorità scolastica di consentire lo svolgimento di assemblee all’interno dell’istituto. In serata l’aula viene sgomberata e si svolge un nuovo corteo per le vie del centro.

  • Piacenza 31/10/1968

    Sciopero degli studenti dell’Istituto tecnico industriale “Marconi” per la mancanza di insegnanti. Un corteo di 600 giovani raggiunge il Provveditorato agli studi. Una delegazione di quattro studenti è ricevuta dal Provveditore. Al termine dell’incontro gli studenti tornano all’istituto e organizzano un’assemblea nell’aula magna. Nel pomeriggio, un gruppo di studenti del Liceo classico “Gioia” si riunisce in assemblea e tenta di estendere la mobilitazione a tutta la scuola.

  • Reggio Emilia 31/10/1968

    Al Classico in seguito all’atteggiamento autoritario del preside una parte di studenti sciopera e manifesta per le strade.

  • Rimini 31/10/1968

    Manifestazione di 5.000 studenti e poi assemblea all’Arengo contro autoritarismo, arretratezza e classismo della scuola italiana. In seguito, circa 1000 dei partecipanti si spostano presso il Classico “Giulio Cesare” e lo occupano chiedendo il riconoscimento dell’assemblea come organo decisionale.
    Nel pomeriggio un gruppo di neofascisti tenta di sgomberare con la forza gli studenti. I tafferugli sono arginati dall’intervento della Polizia la quale, in serata, allontana gli occupati che, dal canto loro, non oppongono resistenza. Ci saranno 44 denunce.

  • Novembre 1968

  • Modena 01/11/1968

    Il provveditore di Modena invia ai presidi delle scuole una direttiva volta a limitare lo svolgimento delle assemblee studentesche. Il movimento studentesco diffonde volantini in cui si rivendica il diritto all’assemblea all’interno della scuola, in orario di lezione, aperta agli invitati dall’assemblea stessa (studenti di altri istituti, tecnici, operai, insegnanti).

  • Piacenza 03/11/1968

    Un gruppo di studenti aderenti al Movimento studentesco distribuisci un volantino contro la Festa del 4 novembre, definita “della borghesia, non dei lavoratori”.
    Il preside dell’Istituto tecnico “Romagnosi” (ragioneria) promuove un referendum tra le famiglie e gli studenti per scegliere l’orario scolastico (prevalentemente al mattino o spezzato tra mattino e pomeriggio): la risposta degli studenti è uno sciopero a favore della prima soluzione. Durante lo sciopero i giovani si organizzano in assemblea e discutono di scuola e di didattica, criticando il nozionismo dell’insegnamento.

  • Rimini 05/11/1968

    Per un giorno viene occupato il Liceo Scientifico.

  • Bologna 06/11/1968

    Occupazione di Fisica. Gli studenti reclamano le dimissioni di Ciusa. Sit-in e manifestazione di protesta al Liceo Galvani.

  • Forlì 06/11/1968

    Manifestazione per “la pace e la libertà del Vietnam” indetta dal Comitato per il Vietnam. Duemila partecipanti fra cui molti esponenti del Movimento.

  • Piacenza 06-15/11/1968

    Nel Liceo scientifico “Respighi” il preside prima sembra disponibile a concedere l’assemblea poi propone l’elezione di alcuni rappresentanti nel consiglio d’istituto (rinominato “comitato interlocutore”). Il 15 novembre il preside organizza l’elezione dei rappresentanti degli studenti in questo comitato. Il movimento studentesco respinge la proposta, invita a disertare le elezioni e a mobilitarsi per l’assemblea studentesca.

  • Bologna 07/11/1968

    Gli studenti medi delle scuole Galvani, Righi, Aldini, ITIS scendono in Piazza in cinquemila. Si verificano scontri davanti al Galvani con studenti di destra. Viene occupato l’Aldini.

  • Bologna 08/11/1968

    La polizia carica gli studenti dell’ITIS e sgombera la scuola.

  • Modena 09/11/1968

    L’Assemblea generale degli studenti medi, riunita alla Sala di cultura, decide di promuovere uno sciopero in risposta alle prese di posizione autoritarie e “riformistiche” delle autorità scolastiche. Su pressione di una parte dell’assemblea la mobilitazione viene indetta per il 14 novembre, in coincidenza con lo sciopero generale per la riforma delle pensioni proclamato dai sindacati.

  • Reggio Emilia 09/11/1968

    Nella nuova sede del Liceo classico si svolge un dibattito pubblico sulla riforma della scuola promosso dall’Amministrazione comunale e provinciale sulla scuola; gli studenti contestano gli interventi di alcuni docenti e del preside.

  • Rimini 09/11/1968

    Dibattito e confronto fra insegnanti e studenti in una assemblea all’Arengo.

  • Ferrara 11/11/1968

    Oltre 600 studenti sui 1600 iscritti al liceo scientifico “Roiti” occupano la scuola. Dichiarano che continueranno l’occupazione fino a quando le autorità scolastiche non si dimostreranno disponibili a discutere le richieste degli studenti: diritto di assemblea, diritti democratici, funzionalità e arricchimento delle attrezzature.

  • Bologna 12/11/1968

    Nuova manifestazione dei medi in via Benedetto XIV (sede del provveditorato); gli studenti chiedono l’assemblea d’Istituto, le dimissioni dei “responsabili dei pestaggi”, presidi e ufficiali dei Carabinieri, scarcerazione degli studenti arrestati, impunità per gli studenti in lotta. La CGIL scuola raccoglie firme tra i professori in solidarietà agli studenti.

  • Cesena 12/11/1968

    Scioperano gli studenti dell’Istituto Professionale per il Commercio chiedendo il diritto di assemblea e la formazioni di gruppi di studio per discutere i problemi della scuola.

  • Ferrara 12/11/1968

    Il Liceo viene sgomberato dalla polizia. Dopo l’intervento della polizia gli studenti si recano in corteo al provveditorato. Un sostegno alla protesta viene dal presidente dell’amministrazione provinciale.
    Lo stesso giorno una folta rappresentanza di giovani dell’Istituto tecnico statale di Ferrara solidarizza con gli operai che occupano l’Eridania.

  • Bologna 13/11/1968

    La polizia sgombera l’ITI. Scioperi e manifestazioni negli istituti “Marconi”, “Pier Crescenzi”, “Manzoni”.

  • Ferrara 13/11/1968

    Gli studenti ottengono il diritto di tenere assemblee all’interno degli istituti. La decisione viene annunciata al termine di una lunga riunione dei presidi convocata dal provveditore agli studi dopo aver ricevuto una delegazione di alunni del liceo scientifico “Roiti”.

  • Reggio Emilia 13/11/1968

    Nel pomeriggio manifestazione studentesca davanti al provveditorato per ottenere il permesso per tutte le classi di assistere allo spettacolo “Lettera ad una professoressa” della Compagnia dei Quattro, previsto per la mattina del 15. Dopo il rifiuto del provveditore di concedere l’autorizzazione, si tiene un’assemblea al Teatro municipale per decidere come proseguire la mobilitazione.
    I neofascisti del FUAN e della Giovane Italia distribuiscono volantini contro la rappresentazione teatrale; due deputati liberali presentano un’interrogazione parlamentare contro uno spettacolo considerato “sovversivo”.

  • Bologna 14/11/1968

    Durante lo sciopero generale indetto da CGIL-CISL-UIL per le pensioni, il corteo sindacale incontra quello studentesco formato da quattromila giovani.

  • Modena 14/11/1968

    Lo sciopero coinvolge migliaia di studenti modenesi che sfilano lungo le vie del centro per dirigersi poi verso il provveditorato presidiato dalla polizia. Qui le forze dell’ordine – per la prima volta a Modena – caricano gli studenti. Dopo aver ottenuto il rilascio di tre compagni che erano stati fermati, gli studenti si dirigono in corteo verso Piazza Grande dove è in corso il comizio sindacale. Alcuni studenti portano sul palco le parole d’ordine del movimento.

  • Parma 14/11/1968

    Durante lo sciopero generale per le pensioni, alcuni militanti della nuova sinistra riescono a imporre la chiusura dell’Upim; in seguito si spostano verso l’Eridania occupata e, infine, organizzano un picchettaggio davanti alla Barilla. Si verificano scontri con i sindacalisti della CISLGarimberti e Paini. Nel pomeriggio, dopo avere scardinato la saracinesca dei magazzini Upim, un gruppo di “cinesi” si ferma davanti alla sede della “Gazzetta di Parma” lanciando slogan contro il giornale.

  • Reggio Emilia 14/11/1968

    Il divieto del provveditore accende la protesta. 3.500 studenti scioperano e sfilano per le vie del centro. Al termine della manifestazione tre studenti, considerati promotori dello sciopero, vengono denunciati “per turbamento della regolarità delle lezioni”.

  • Bologna 15/11/1968

    Gli studenti dell’ITIS rioccupano la sede in via Saragozza. I goliardi impediscono un’assemblea di studenti medi nelle aule Lettere. Si verificano scontri in cui sono coinvolti anche operai del gas chiamati in zona universitaria per un guasto. Sono occupate quattro facoltà: Magistero, Scienze politiche, Giurisprudenza e Economia.

  • Forlì 15/11/1968

    Scioperano duecento studenti delle Magistrali “Ordelaffi” chiedendo di poter svolgere assemblee dentro l’istituto e in orario scolastico.

  • Modena 15/11/1968

    L’intervento della polizia alimenta la protesta. Un corteo di seimila studenti confluisce al Palazzo dello Sport. Gli studenti sfilano poi sotto la sede del “Resto del Carlino” in segno di protesta contro il giornale che continua ad attaccare e denigrare il movimento studentesco.
    La giunta comunale invia all’assemblea un messaggio nel quale esprime solidarietà ai giovani in lotta contro l’autoritarismo, protesta per l’intervento della polizia e auspica l’approvazione di una legge che riconosca l’esercizio dei diritti democratici nelle scuole.

  • Reggio Emilia 15/11/1968

    Sfidando il divieto delle autorità scolastiche, in mattinata 5.000 studenti assistono nel Palazzetto dello sport alla rappresentazione di “Lettera ad una professoressa” e partecipano al successivo dibattito. Nel pomeriggio molti studenti rimangono all’interno del Palazzetto per continuare la discussione. Durante la notte viene incendiata la libreria Rinascita dove si riuniscono i gruppi studenteschi più impegnati. L’autore dell’incendio è un giovane del MSI.

  • Cesena 16/11/1968

    Nuovo sciopero di circa 250 studenti dell’Istituto Professionale per il Commercio con corteo a seguire. Nella stessa mattinata si riuniscono in assemblea circa 200 degli studenti dell’Agrario “Garibaldi”. Assemblea senza autorizzazione del preside anche al Classico “Monti”.

  • Forlì 16/11/1968

    In mattina ampio sciopero studentesco. Dopo un’assemblea al Teatro Romagna, gli studenti tentano di occupare le Magistrali per costituirvi gruppi di studio ma sono allontanati da un massiccio intervento delle forze dell’ordine chiamate dal preside. Tre sono i denunciati.

  • Modena 16-18/11/1968

    Si susseguono nuovi scioperi, cortei e assemblee delle scuole superiori. Come nella primavera precedente, il “Fermi” è il punto di riferimento del movimento studentesco; all’interno dell’istituto, occupato per tre giorni, si formano gruppi di lavoro (sull'autoritarismo, sulla destinazione sociale dello studente, sul collegamento studenti-operai, sulla posizione politica del movimento studentesco) ai quali parteciparono anche studenti di altre scuole modenesi.
    Nei giorni successivi gli studenti decidono di proseguire la lotta in modo articolato, tenendo conto delle esigenze e peculiarità dei singoli istituti, e organizzano un’assemblea al Teatro Comunale per illustrare ai genitori e alla cittadinanza le loro ragioni.

  • Bologna 18/11/1968

    Assemblea dibattito ad Economia con il Rettore Carnacini per discutere del piano Andreatta di riforma di Scienze politiche. Il Rettore condanna la violenza. Il consiglio comunale e quello provinciale si schierano con gli studenti.

  • Cesena 18/11/1968

    Studenti occupano l’Istituto Professionale per il Commercio. Nella stessa mattina scioperano circa 650 studenti dell’ITI che, a loro volta, si riuniscono in assemblea presso la Camera del Lavoro.

  • Forlì 18/11/1968

    Circa 3000 studenti medi forlivesi partecipano ad un corteo di protesta per il rifiuto da parte dei presidi di concedere assemblee in orario scolastico. Un primo tafferuglio con la Polizia si verifica durante un nuovo tentativo di occupazione delle Magistrali: gli studenti sono respinti. Il corteo studentesco, a questo punto, si sposta in Piazza Morgagni dove sono ospitati, nel medesimo edificio, lo Scientifico “De Calboli” e l’Istituto per Ragionieri ma li trovano presidiati da un imponente cordone di carabinieri e agenti di PS in tenuta antisommossa. Verso le 12, al lancio di monetine e uova, la Polizia risponde con una carica e facendo ricorso alle camionette per effettuare caroselli. In totale la Polizia ferma sei giovani.

  • Rimini 18/11/1968

    Gli studenti dell’ITC “Valturio”, circa 700, scioperano e si riuniscono in assemblea chiedendo di poter invitare esterni ai gruppi di studio in orario scolastico.

  • Cesena 19/11/1968

    Sono occupati il Liceo Classico “Monti”, lo Scientifico “Righi”, l’ITI e il Professionale per il Commercio mentre all’Agrario “Garibaldi” e a Ragioneria gli studenti si astengono dalle lezioni chiedendo il diritto di svolgere assemblee in orario scolastico e per protesta contro le violenze poliziesche di Forlì.

  • Forlì 19/11/1968

    Gran parte degli istituti superiori forlivesi sono disertati dagli studenti che aderiscono ad uno sciopero generale indetto dal Movimento contro la repressione della Polizia. Gli studenti inscenano un lungo corteo. Nel pomeriggio centinaia di studenti tengono un’assemblea al Romagna.
    Si apre anche una vertenza al maglificio FAMOS. Un gruppo di studenti del Movimento si unisce alle operaie in sciopero.

  • Rimini 19/11/1968

    Altra assemblea degli studenti dell’ITC al Cinema Italia. Circa 300 i partecipanti.

  • Bologna 20/11/1968

    Studenti greci occupano simbolicamente per un giorno la facoltà di Lettere allo scopo di richiamare l’attenzione sulla condanna a morte di Alexandros Panagulis. Occupazione dell’ITIS.

  • Ferrara 20/11/1968

    Nella Facoltà di medicina inizia una “occupazione aperta”, intesa come nuova fase di lotta studentesca per la democratizzazione dell’Università. Negli istituti di biologia e anatomia oltre centocinquanta studenti costituiscono commissioni di lavoro per discutere sia i problemi generali, sia la funzione del medico nella società e la completa riorganizzazione del piano di studi.

  • Forlì 20/11/1968

    Gli studenti continuano lo sciopero. Si svolge un nuovo corteo per le vie del centro, seguito da assemblee.

  • Modena 20/11/1968

    Gli studenti medi sfilano in corteo per le vie del centro e manifestano al Teatro Regio contro la Grecia dei colonnelli e la condanna a morte di Alexandros Panagulis.

  • Ravenna 20/11/1968

    Viene occupato di nuovo l’ ITIS “Baldini”

  • Bologna 21/11/1968

    Terminano le occupazioni di Scienze politiche, Giurisprudenza e dell’ITIS.

  • Forlì 21/11/1968

    All’interno di gran parte delle scuole cittadine si svolgono assemblee o gli studenti si riuniscono in gruppi di studio. Nel tardo pomeriggio si svolge al teatro Romagna una nuova assemblea fra operai e studenti promossa dalla CGIL.

  • Modena 21/11/1968

    Durante una nuova manifestazione, si verificano diversi scontri tra studenti e forze dell’ordine.

  • Cesena 22/11/1968

    A Ragioneria e all’Agrario continuano i gruppi di studio. Riprese lezioni allo Scientifico dopo 3 giorni di occupazione. Ultimo giorno di occupazione al Classico.

  • Forlì 22/11/1968

    Rimangono in sciopero gli allievi dell’ITC “Matteucci”, dell’Istituto d’Arte e dell’Istituto Tecnico Femminile. All’ITI “Marconi” permane uno stato di semi-occupazione concordata. Alle Magistrali “Ordelaffi” continuano le assemblee. Gli studenti dello Scientifico “De Calboli” si riuniscono in assemblea presso il teatro Mazzini.

  • Modena 22/11/1968

    Viene proclamato lo sciopero generale di tutte le scuole medie superiori: circa 8000 studenti manifestano davanti al Provveditorato agli studi per rivendicare un rinnovamento democratico della scuola. Essi ottengono il riconoscimento del diritto di assemblea.

  • Rimini 22/11/1968

    Massiccio sciopero di circa 2000 studenti riminesi, poi riunitisi in assemblea generale. Durante l’assemblea, viene creato un Comitato di collegamento con lo scopo di garantire un centro unificato per l’elaborazione e l’organizzazione delle iniziative e per l’informazione. Terminata l’assemblea, una parte degli studenti si unisce ad una dimostrazione operaia contro le gabbie salariali e, a seguire, ad una manifestazione sotto la redazione del Carlino e poi davanti al Commissario di PS. L’assembramento viene sciolto dalle Forze dell’Ordine. Tre i denunciati.

  • Cesena 23/11/1968

    Il preside dell’ITI riconosce agli studenti la possibilità di tenere assemblee e organizzare gruppi di studio a scuola. Intanto il Consiglio comunale di Cesena, a maggioranza di centro-sinistra, approva all’unanimità un ODG di solidarietà con le lotte studentesche.

  • Ravenna 23-25/11/1968

    Occupati il Liceo Scientifico e l’Istituto Magistrale “Margherita di Savoia” per ottenere le assemblee.

  • Rimini 23/11/1968

    O. d. g. del Consiglio Comunale di Rimini che condanna gli interventi polizieschi e le denunce alla magistratura ai danni del Movimento. Lo votano PCI, PSIUP e PSI mentre i consiglieri DC abbandonano polemicamente l’aula.

  • Forlì 23/11/1968

    Lezioni riprese alle Magistrali, al Classico e allo Scientifico. All’ITC “Matteucci” invece si svolge una assemblea, cui partecipano anche i professori; il preside si dichiara disponibile a ricercare un locale adatto per lo svolgimento dell’assemblea. Anche all’ITI una parte degli studenti rimangono in assemblea mentre all’Istituto Professionale Femminile “Melozzo” la gran parte delle studentesse continuano a scioperare cosi come fanno gli alunni dell’Istituto d’Arte.

  • Forlì 25/11/1968

    All’ITI “Marconi” il preside riconosce il diritto degli studenti a svolgere assemblea in orario scolastico.

  • Bologna 26/11/1968

    Renato Zangheri, in consiglio comunale, deplora l’intervento della polizia responsabile di estremizzare le posizioni degli studenti; bisogna viceversa comprendere le ragioni della protesta - afferma - che affondano nel carattere classista e discriminatorio della scuola.

  • Ravenna 26-28/11/1968

    Occupato l’ITC “Ginanni”.

  • Rimini 26/11/1968

    Circa 500 studenti scioperano in concomitanza con il processo per i denunciati per l’occupazione del Classico. Un forte schieramento di Polizia impedisce loro di avvicinarsi al tribunale. Gli studenti si riuniscono cosi in assemblea nei vari istituti.

  • Ferrara 27/11/1968

    Gli studenti che occupano Medicina solidarizzano con i lavoratori dell’Eridania in sciopero contro il licenziamento di 142 operai.

  • Ferrara 29/11/1968

    Viene proclamato uno sciopero generale per l’Eridania al quale, secondo i sindacati, aderiscono oltre il 90% dei lavoratori. Nel pomeriggio alcune migliaia di lavoratori partecipano al comizio indetto dai sindacati. Al termine del comizio si forma un corteo di operai e studenti che percorre le vie della città fino allo stabilimento Eridania B occupato dai lavoratori. Al ritorno un nucleo di dimostranti si dirige verso il Castello Estense dove è riunito il Consiglio provinciale. Senza alcun preavviso, la polizia, schierata per impedire l’ingresso nel Castello, carica i manifestanti. Negli scontri rimane ferito uno studente; altre decine di giovani sono colpiti dai poliziotti.
    Grazie all’intervento del presidente della Provincia e di alcuni consiglieri di sinistra i giovani riescono a salire in massa nella sala del Consiglio dove espongono i fatti accaduti poco prima. Al termine dell’incontro i manifestanti formano un corteo, con alla testa il presidente della Provincia e rappresentanti di vari gruppi consiliari, e si recano in Consiglio comunale dove si svolge un nuovo incontro con gli amministratori.

  • Modena 29/11/1968

    Le proteste nelle scuole superiori continuano contro la circolare Scaglia che limita il diritto di assemblea. Dopo uno sciopero studentesco, il preside dell’Istituto magistrale “Sigonio” chiama la polizia per impedire l’occupazione dell’istituto; nove giovani vengono fermati e denunciati.
    Il Consiglio comunale approva un ordine del giorno – votato dalla maggioranza (PCI, PSIUP, MAS), dal PSI e dalla DC – nel quale viene giudicato intollerabile l’intervento della polizia contro gli studenti e si invita Scaglia a ritirare la sua circolare, prendendo atto della legittimità e del valore delle posizioni studentesche. Con una nota della segreteria, la CGIL chiede la sospensione di ogni azione giudiziaria a carico degli studenti modenesi denunciati e chiama i lavoratori a manifestare la loro solidarietà alla lotta studentesca

  • Ferrara 30/11/1968

    Il movimento studentesco invita ad una nuova manifestazione nel pomeriggio.

  • Modena 30/11/1968

    Nuova mobilitazione, alla quale partecipano 5.000 studenti, che si conclude con un’assemblea al Teatro Comunale. Al termine dell’assemblea gli studenti assistono allo spettacolo “Discorso per una lettera ad una professoressa della scuola di Barbiana”, che la “Compagnia dei quattro”, in quei giorni impegnata nelle recite al Comunale, si offre di rappresentare agli studenti in sciopero. Dopo lo spettacolo una parte degli studenti decide di continuare la discussione e occupa il teatro sino al pomeriggio del giorno seguente. L’occupazione si conclude con un’assemblea alla quale partecipano gruppi di operai, genitori e insegnanti.
    Nel frattempo l’’“Assemblea degli universitari” riprende le mobilitazioni che si concentrano su rivendicazioni prevalentemente “sindacali”: consegna dei fondi, già dell’ORUM, spettanti all’assemblea ; eliminazione della firma di frequenza; discussione del voto di esame e possibilità di rifiuto del voto; appelli mensili; ristrutturazione dei piani edilizi.

  • Dicembre 1968

  • Bologna 02/12/1968

    Termina l’occupazione di Magistero.

  • Reggio Emilia 02/12/1968

    Occupazione dell’IPSIA. Gli studenti formano un Comitato di occupazione e nei successivi undici giorni bloccano la scuola giorno e notte. In un documento del Comitato di occupazione vengono riassunte le ragioni della protesta: rifiuto della circolare Scaglia; riconoscimento dell’assemblea, aperta alla partecipazione di componenti esterne scelte dal movimento studentesco; utilizzazione di alcune ore di lezioni per discutere su temi decisi in assemblea; possibilità di utilizzare i locali della scuola in orario extrascolastico.

  • Bologna 03/12/1968

    Dopo l’eccidio di Avola, manifestazione cittadina in piazza Maggiore, con la fitta presenza di operai e studenti, contro la “repressione”.

  • Ferrara 03/12/1968

    Gli studenti partecipano alle manifestazioni di protesta per l’eccidio di Avola.

  • Forlì 03/12/1968

    Gli studenti dello Scientifico “De Calboli” disertano le lezioni per protesta a seguito dell’eccidio di Avola e si riuniscono in assemblea.

  • Modena 03/12/1968

    Gli studenti partecipano alle manifestazioni sindacali indette in seguito all’eccidio di Avola. Durante la mobilitazione, dal corteo si stacca un gruppo di manifestanti che fa irruzione nella sede del “Focolare Ellenico” - sezione locale dell’ESESI - mettendola a soqquadro e malmenando alcuni giovani greci.
    Nei primi dieci giorni del mese le agitazioni nelle scuole superiori si susseguono con scioperi e l’occupazione di otto istituti (Magistrali, “Venturi”, “Cattaneo”, il “Corni” maschile e femminile, “Grazia Deledda”, “Guarini” e “Barozzi”).
    Anche gli universitari, di fronte al rifiuto delle autorità accademiche di accogliere le loro proposte, scendono in lotta occupando l’università.

  • Parma 03/12/1968

    In seguito ai fatti di Avola, i sindacati organizzano uno sciopero generale e una manifestazione in piazza Marconi. A manifestazione conclusa un giovane sale sul palco incitando i presenti a dirigersi verso la Prefettura. Circa 200 persone accolgono l’invito. Successivamente una cinquantina di persone si dirigono verso le sedi della DC e della “Gazzetta di Parma”, dove vengono rotte le vetrate degli ingressi.

  • Reggio Emilia 03/12/1968

    L’assemblea generale dell’Istituto magistrale vota a grande maggioranza la proposta di fare assistere tutti gli studenti a una nuova rappresentazione di “Lettere ad una professoressa”.

  • Rimini 03/12/1968

    Gli studenti si uniscono alle dimostrazioni sindacali sui fatti di Avola.

  • Cesena 04/12/1968

    Nuovo sciopero degli studenti del Classico “Monti” con assemblea a seguire.

  • Forlì 04/12/1968

    In contemporanea ad uno sciopero sindacale di protesta per i fatti di Avola, si svolge una manifestazione del Movimento Studentesco.

  • Reggio Emilia 04/12/1968

    All’IPSIA occupato vengono organizzati gruppi di studio. Il Collegio dei professori incarica un gruppo di insegnanti di elaborare alcune proposte per avviare un dialogo con gli studenti.
    L’Istituto professionale per il commercio “Filippo Re” trasferisce la propria assemblea entro l’IPSIA occupato. All’ITI viene votata una mozione di solidarietà con l’IPSIA. All’Istituto tecnico per geometri Secchi non passa la proposta di occupazione.

  • Rimini 04/12/1968

    Assemblea studentesca sulla coordinamento delle lotte fra studenti e operai.

  • Bologna 05-06/12/1968

    Sciopero e occupazione del Liceo Fermi per la sospensione di due studenti e per riconoscimento dell’assemblea. Studenti medi di altre scuole manifestano in solidarietà con i sospesi.
    Contemporaneamente si verificano incidenti alla segreteria di Giurisprudenza per la presenza di un brigadiere della squadra politica.

  • Parma 05-10/12/1968

    Viene occupata la facoltà di Medicina in seguito al rigetto del piano di studi elaborato dal consiglio di facoltà.

  • Modena 06/12/1968

    Un centinaio di insegnanti modenesi riuniti in assemblea presso la sede dell’associazione Il Portico aprono un dibattito sul proprio ruolo e sul rapporto con il movimento studentesco. L’assemblea approva un ordine del giorno nel quale si condanna il ricorso alla forza pubblica come metodo di intervento nei problemi della scuola e si riconosce il diritto degli studenti di organizzarsi autonomamente in assemblea. Per discutere questi temi, gli insegnanti invitano i loro colleghi ad un ulteriore incontro convocato per il 20 dicembre.
    L’iniziativa provoca una reazione polemica di oltre 300 docenti modenesi che prendono posizione con un altro documento, pubblicato dal “Resto del Carlino”, nel quale vengono riconosciute le carenze e gli anacronismi del sistema scolastico e la necessità di un suo rinnovamento, ma si condannano i tentativi di fare della scuola un terreno di lotta politica e «le forme disordinate» assunte dalle agitazioni studentesche.

  • Reggio Emilia 06/12/1968

    Studenti pendolari occupano gli autobus. Rivendicano la riduzione delle tariffe dei trasporti e il miglioramento del servizio. Una delegazione di studenti incontra alcuni rappresentanti della Giunta provinciale.
    All’IPSIA si svolgono incontri tra studenti e delegazioni operaie. Gli studenti respingono le proposte di mediazione del Collegio dei professori, considerate insufficienti rispetto agli obiettivi studenteschi. Un gruppo di genitori presenta un documento nel quale si solidarizza con gli studenti dell’IPSIA e si appoggia la richiesta dell’assemblea.

  • Reggio Emilia 09/12/1968

    Il collegio dei professori dell’ITI elabora un documento con diverse aperture alle richieste degli studenti in tema di assemblea.
    In merito alla protesta dei pendolari, con un comunicato la Giunta provinciale dichiara di condividere le richieste degli studenti e si impegna a concorrere parzialmente alle spese sostenute dagli studenti. A Correggio viene occupata la sede dell’ITI.

  • Piacenza 10/12/1968

    Gli studenti dell’Istituto tecnico industriale “Marconi” riuniti in assemblea (fuori dalla scuola) rivendicano il diritto di riunirsi in assemblea dentro la scuola e l’adozione dell’orario unico.

  • Ravenna 10/12/1968

    Dopo un ennesimo rifiuto da parte della presidenza alla concessione dell’assemblea, gli studenti occupano nuovamente il Liceo Scientifico.

  • Piacenza 11/12/1968

    Il movimento studentesco dell’Istituto tecnico “Romagnosi” si mobilita contro il licenziamento di un insegnante di italiano iscritto al PSIUP, da parte del preside.
    Gli studenti dell’Istituto tecnico industriale “Marconi” occupano la scuola per una mezz’ora dopo numerose richieste di svolgere assemblee in orario scolastico e a favore dell’orario unico. L’arrivo, da una porta secondaria, del preside li spinge a uscire e l’occupazione si trasforma in uno sciopero. Al pomeriggio ogni classe nomina dei delegati per discutere delle controversie con la presidenza e lo sciopero rientra.

  • Ravenna 11/12/1968

    In mattinata, a fronte della minaccia di intervento poliziesco, i ragazzi dello Scientifico interrompono l’occupazione e organizzano un corteo di protesta per le vie del centro. La Polizia interviene con una breve carica e scioglie la manifestazione.

  • Reggio Emilia 11/12/1968

    Ad un’assemblea nell’IPSIA occupato, il provveditore, accusato di atteggiamento antidemocratico e autoritario, viene fischiato e abbandona la sala. Le studentesse e gli studenti dell’Istituto magistrale chiedono di assistere a una nuova rappresentazione di “Lettera ad una professoressa”. Ancora una volta il provveditore non concede l’autorizzazione.

  • Forlì 12/12/1968

    Sciopero contro le zone salariali promosso dai sindacati unitari. A causa della forte nevicata abbattutasi sulla città non si svolge un corteo ma una partecipata assemblea in Salone Comunale, presenti centinaia di operai e un gruppo di studenti del Movimento. Parlano dal palco i rappresentanti dei tre sindacati e un esponente del Movimento.

  • Parma 12/12/1968

    Si svolge uno sciopero generale regionale dell’industria e dell’artigianato contro le zone salariali. In mattinata la CGIL organizza un comizio al teatro Ducale al quale non aderiscono CISL e UIL (in seguito agli incidenti verificatisi la settimana prima e alle sassaiole contro la sede della DC e della “Gazzetta di Parma”). Al teatro Ducale parla il segretario della CGIL che contesta un volantino diffuso nei pressi del cinema da un gruppo di “cinesi”.

  • Piacenza 12/12/1968

    Sciopero unitario di tutte le scuole superiori di Piacenza. Assemblea degli studenti (con il permesso del Consiglio dei professori) dell’Istituto industriale Marconi dove prevalgono di misura posizioni dialoganti nei confronti del preside, contestate dall’ala più radicale degli studenti.

  • Ravenna 12/12/1968

    Gli studenti del Movimento prendono parte massicciamente al corteo organizzato dai sindacati in corrispondenza dello sciopero generale per l’abolizione delle zone salariali. Al termine, in assemblea, si discute del rapporto fra lotte operaie e studentesche.

  • Reggio Emilia 12/12/1968

    Su invito del sindaco, si incontrano in Municipio rappresentanti del Collegio dei professori e degli studenti dell’IPSIA. Viene comunicato agli studenti che il Consiglio ha accettato le principali richieste avanzate dagli studenti.

  • Cesena 13/12/1968

    Novantanove insegnanti cesenati, riunitisi presso il Liceo Scientifico “Righi”, stilano un manifesto di solidarietà con le istanze studentesche.

  • Reggio Emilia 13/12/1968

    L’assemblea dell’IPSIA, preso atto dell’esito dell’incontro del giorno precedente, decide di porre termine all’occupazione.

  • Bologna 14/12/1968

    Termina l’occupazione di Economia. Si cercano nuovi strumenti di lotta rivendicando le ragioni della protesta. Gli esami si tengono normalmente.

  • Reggio Emilia 14/12/1968

    Gli studenti delle Magistrali assistono al Teatro municipale alla messa in scena di “Lettera ad una professoressa”.

  • Ferrara 17/12/1968

    L’Istituto per ragionieri, l’Istituto d’arte e l’Istituto magistrale scioperano contro la circolare Scaglia.

  • Ferrara 18/12/1968

    Manifestazione degli studenti medi: 3.000 studenti riuniti al Palazzetto dello sport decidono di continuare lo sciopero; contro la circolare Scaglia, chiedono il diritto all’assemblea di istituto.

  • Forlì 18/12/1968

    Il Movimento lancia una raccolta fondi a sostegno degli operai della Mangelli in lotta ormai da oltre due mesi.

  • Parma 19/12/1968

    Viene occupata la facoltà di Giurisprudenza a causa della mancata apertura dei consigli di facoltà agli studenti.

  • Rimini 19/12/1968

    Studenti di varie scuole protestano chiedendo l’abolizione del primo trimestre e l’introduzione del 6 politico. Gli alunni dell’Istituto Alberghiero “Savioli” scendono in piazza per la mancanza di aule accusando l’amministrazione comunale di non aver mantenuto le promesse fatte di procurare una idonea sede alla scuola.

  • Bologna 21/12/1968

    Sciopero delle commesse dei grandi magazzini: gli studenti manifestano con loro in via Rizzoli e via dei Mille cercando di entrare in massa nei magazzini.

  • Forlì 21/12/1968

    Nel tardo pomeriggio gli studenti del Movimento picchettano gli ingressi della Standa, i cui lavoratori non hanno aderito allo sciopero promosso da CGIL, CISL e UIL.

  • Ferrara 24/12/1968

    Gli operai dell’Eridania collocano una tenda in Piazza Cattedrale. Studenti e operai si alternano per presidiare la tenda.

  • Forlì 25/12/1968

    Natale in piazza per i lavoratori della Mangelli. Circa 2000 persone prendono parte prima ad una assemblea nella centrale piazza Saffi e poi ad un corteo per le vie del centro. Presenti un certo numero di attivisti del Movimento, che si assiepano attorno all’albero di Natale piantato dal Comune con una selva di cartelli ed erigono una tenda in cui raccolgono fondi per gli operai in lotta.

  • Parma 26/12/1968

    Studenti, operai e militanti della nuova sinistra contestano la prima della stagione lirica al Teatro Regio. Scontri con le forze dell’ordine si susseguono dalle ore 21 fino a notte inoltrata. Per i fatti di Santo Stefano sono denunciate 43 persone.

  • Piacenza 27/12/1968

    Contestazione del “gruppo giovanile spontaneo” e del “comitato per il teatro popolare” – con urla, fischietti e cartelli – contro l’apertura della stagione lirica del Teatro municipale: polizia e carabinieri intervengono immediatamente spingendo i manifestanti verso piazza Sant’Antonino, sequestrando cartelli e fermandone due.

  • Parma 30/12/1968

    Davanti al Teatro Regio giovani antifascisti si scontrano con attivisti della destra radicale, presenti per “proteggere” gli spettatori che entrano a teatro. Durante la notte, dopo l’aggressione a un giovane antifascista da parte di un gruppo di destra, militanti della nuova sinistra e studenti assediano la sede del MSI di via Maestri dove avvengono nuovi scontri sia con gli attivisti neofascisti che con le forze dell’ordine.

  • Gennaio 1969

  • Ferrara 01-21/01/1969

    Studenti di Potere operaio partecipano ai picchetti e distribuiscono volantini alle fabbriche Eridania occupate dagli operai.

  • Parma 01-02/01/1969

    Notte tra l’1 e il 2 Si verificano scontri in via Maestri davanti alla sede della federazione del MSI.

  • Forlì 02/01/1969

    Azione di contro-informazione del Movimento. Un gruppo di militanti, insieme ad altri attivisti della FGCI, percorrono le vie del centro di Forlì su automobili su cui sono montati altoparlanti e contestano, leggendo brani de L’ Unità, la versione della Polizia sui fatti della Bussola. Sette vengono fermati e denunciati.

  • Modena 02/01/1969

    Un gruppo di giovani si raduna nel centro di Modena per protestare contro il ferimento di Soriano Ceccanti alla Bussola in Versilia; cinque di loro – fra i quali il segretario provinciale della FGCI – vengono denunciati perché la manifestazione non è autorizzata.

  • Bologna 03/01/1969

    I carabinieri denunciano, con un esposto alla magistratura, la diffusione di “notizie false e tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico”. Si fa riferimento ad alcuni volantini distribuiti dal movimento studentesco sui fatti della Bussola in cui si denuncia “l’intenzione omicida delle forze di repressione del Governo”.

  • Cesena 03/01/1969

    Gli studenti del Movimento contestano lo svolgimento di uno spettacolo presso il teatro Bonci: al centro della protesta la critica al teatro borghese. Non mancano slogan che richiamano i fatti di Avola e Viareggio. 12 sono i giovani denunciati.

  • Reggio Emilia 03/01/1969

    Il Sindaco e gli assessori della giunta comunale incontrano gli studenti che, in seguito ai fatti della Bussola di Viareggio, chiedono la sospensione della prima della stagione teatrale, prevista al Municipale per il giorno successivo.

  • Piacenza 04/01/1969

    Corteo da piazzale Genova a piazza Cavalli “per il disarmo della polizia” promossa da FGCI e FGSI del PSIUP in seguito ai fatti di Viareggio.

  • Reggio Emilia 04/01/1969

    La Giunta comunale d’accordo con le richieste dei giovani annulla la prima che viene rinviata al 6 gennaio.

  • Ravenna 08/01/1969

    Manifestazione contro la repressione poliziesca dopo i fatti di Avola e Viareggio. Partecipa una corposa delegazione di studenti.

  • Modena 10-11/01/1969

    Alla vigilia dell’apertura della stagione lirica modenese, la Giunta comunale e i gruppi consiliari del PCI, del PSIUP, dei socialisti e della DC promuovono un’assemblea al Teatro Comunale sul tema “Politica teatrale e contestazione”. Di fronte ad una sala gremita, soprattutto di giovani, l’assessore ai servizi culturali introduce la serata soffermandosi sul ruolo di un ente locale di sinistra nella contestazione del carattere classista della vita e della cultura teatrale italiana. L’intervento suscita un’accesa discussione, con diversi interventi critici nei confronti dell’amministrazione. Intanto un gruppo di studenti e di militanti di sinistra si prepara a manifestare contro il teatro come ostentazione di ricchezza, come consumo di prestigio, come discriminazione sociale. La sera della “prima”, l’11, il Teatro e le zone adiacenti sono presidiate dalla polizia per contenere la protesta di un migliaio tra studenti, studenti, aderenti a gruppi “filocinesi”, a Potere operaio e alla FGCI.
    Nei giorni successivi riprendono le mobilitazioni nelle scuole, questa volta contro la circolare Sullo che concede l’assemblea ma con forti limitazioni.
    Gli studenti del “Cattaneo” e del “Corni” professionale si uniscono alla mobilitazione nazionale degli istituti professionali che chiedono il superamento definitivo di un triennio privo di sbocchi e la parificazione con gli istituti industriali.

  • Parma 10-24/01/1969

    Vengono occupate le facoltà di Economia e Commercio e Medicina. Tra le ragioni della protesta studentesca è l’insufficiente rapporto docente-discente e l’estraneità del corpo studentesco dalla gestione amministrativa dei diversi istituti. Nel corso dell’occupazione si verificano ripetuti scontri tra studenti di opposte fazioni.

  • Bologna 13/01/1969

    Occupata la succursale dell’ITIS di via Don Minzoni. Con un documento, gli studenti dell’Istituto “Aldini-Valeriani” chiedono al preside il controllo delle sanzioni disciplinari, la discussione dei voti dati dai professori, la partecipazione dei ragazzi ai consigli di presidenza.

  • Bologna 14/01/1969

    Occupata la sede centrale dell’ITIS in via Saragozza: gli studenti chiedono la partecipazione agli scrutini.

  • Parma 15/01/1969

    Il segretario della FIOM, Bruno Trentin, partecipa ad un incontro con gli studenti presso la facoltà di Economia dibattendo sul tema: Unità tra operai e studenti. Funzione del sindacato nella società.

  • Parma 16/01/1969

    Alla facoltà occupata di Economia, militanti del movimento studentesco si scontrano con giovani di destra.

  • Reggio Emilia 16/01/1969

    Dodici studenti vengono denunciati per l’occupazione dell’IPSIA. La Giunta comunale denuncia la repressione contro una mobilitazione che l’amministrazione comunale sostiene apertamente.

  • Parma 17/01/1969

    Nuovi incidenti si verificano alla facoltà di Magistero tra movimento studentesco e attivisti di destra.

  • Reggio Emilia 17-18/01/1969

    Sciopero dell’IPSIA in solidarietà ai denunciati.

  • Forlì 18/01/1969

    Il Movimento studentesco tenta una contestazione alla serata di Gala organizzata dal Comitato Provinciale della C.R.I. presso il Padiglione delle Feste di Castrocaro Terme, anche con lancio di uova, frutta e sassi. Le forze dell’ordine, informate preventivamente delle intenzioni degli studenti, riescono ad impedire il loro avvicinamento al padiglione.

  • Rimini 18/01/1969

    Contestazione da parte del Movimento del sottosegretario alla Pubblica Istruzione Oddo Biasini, del PRI, durante un dibattito sui problemi della scuola.

  • Reggio Emilia 20/01/1969

    Salgono a sedici le denunce per l’occupazione dell’IPSIA. Occupazione simbolica dell’istituto e assemblee in tutte le scuole.

  • Bologna 21/01/1969

    Il movimento studentesco partecipa allo sciopero e alla manifestazione dei lavoratori dell’industria.

  • Reggio Emilia 21/01/1969

    Manifestazione di 4.000 studenti al Palazzetto. L’assemblea vota a maggioranza la proposta di incontrare una delegazione di parlamentari reggiani per discutere sulla repressione che colpisce gli studenti. Una parte dei manifestanti si reca davanti alla Questura per protestare contro le denunce. Molti giovani si uniscono al corteo degli operai in sciopero contro le gabbie salariali.

  • Rimini 21/01/1969

    Il Movimento partecipa ai picchetti sindacali davanti ai Magazzini Omnia durante uno sciopero del personale dipendente. I dimostranti sono stimati dalla Prefettura in alcune centinaia. Otto i denunciati.

  • Forlì 22/01/1969

    Presidio di solidarietà del Movimento davanti alla Pretura in corrispondenza con l’udienza dei primi due fra i denunciati per la contro-informazione riguardo alla Bussola (assolti).
    Frattanto, dopo aver deliberato in assemblea, gli studenti dell’ITI sfilano per le vie del centro in solidarietà con Jan Palach.

  • Bologna 23/01/1969

    Continua l’occupazione di Ingegneria e viene occupato l’Istituto di Matematica.

  • Parma 24/01/1969

    Durante un corteo in memoria di Jan Palach, organizzato da studenti di alcuni istituti superiori, in via Mazzini, scoppiano scontri tra militanti della nuova sinistra e neofascisti. Il giorno successivo nuovi scontri si svolgono davanti al monumento al Partigiano durante una manifestazione del movimento giovanile DC: giovani della nuova sinistra impediscono la deposizione di una corona in memoria di Jan Palach e contro l’occupazione sovietica della Cecoslovacchia poiché il gesto è considerato una provocazione anticomunista. Le forze di polizia caricano i manifestanti e arrestano un militante comunista. In serata un corteo partito dal Teatro Regio, dove è in corso una manifestazione per l’Eridania, attraversa le vie della città per raggiungere il carcere di San Francesco, dove il giovane è in stato di fermo.

  • Bologna 25/01/1969

    Manifestazione per la morte di Jan Palach: circa 1500 studenti medi sfilano per il centro; tensioni con gli studenti della “Giovane Italia”

  • Forlì 25/01/1969

    In mattinata circa 300 studenti del Classico “Morgagni” inscenano un corteo dal loro plesso scolastico verso il centro cittadino in onore di Jan Palach. Si inseriscono nella dimostrazione alcuni esponenti del Movimento con le bandiere del Vietnam. Ne nasce un tafferuglio che si conclude con la ritirata dei giovani del Movimento.

  • Reggio Emilia 25/01/1969

    Circa 3.000 studenti partecipano ad una manifestazione per lo morte di Jan Palach; tensioni tra studenti e elementi di estrema destra. Nel pomeriggio un’altra manifestazione indetta dal MSI viene contestata da studenti e militanti di sinistra; si verificano alcuni incidenti.

  • Rimini 25/01/1969

    Nei pressi della federazione del PCI, si svolge una manifestazione dei neofascisti inneggiante a Jan Palach e contro i comunisti e il Movimento accusato di “monopolizzare” lo “sdegno popolare” per la tragica fine di Palach. Un vasto schieramento di agenti in tenuta antisommossa evita il contatto fra le opposte fazioni.

  • Piacenza 26/01/1969

    Sospensione di 5 giorni (con obbligo di frequenza) e il sei in condotta per gli studenti dell’ITI che hanno occupato l’11 dicembre. Su questo provvedimento il deputato comunista Luigi Tagliaferri, su sollecitazione della FGCI, presenta un’interrogazione parlamentare al Ministro della Pubblica Istruzione.

  • Bologna 27-31/01/1969

    Continua l’occupazione di Ingegneria. Vengono occupati l’Istituto di Matematica, Lettere, l’Istituto di Fisica, Anatomia comparata, Giurisprudenza e Scienze politiche. A Lettere tra i motivi della protesta è indicato anche “il comportamento autoritario” del prof. Spongano. Contro il piano Sullo, a Fisica si chiede l’abolizione del colloquio di laurea, del voto di demerito, delle firme di frequenza, l’istituzione della sessione continuata di esami.
    Nel corso di un’assemblea a Magistero viene presa la decisione di realizzare un bollettino di controinformazione per ciascuna facoltà e di creare gruppi di inchiesta operaia.
    Occupazione anche dell’Istituto per ciechi “F. Cavazza” di via Castiglione.

  • Parma 27-30/01/1969

    Dopo aver visitato più volte il manicomio di Colorno, gli studenti della facoltà di medicina organizzano un convegno sul tema Medicina e psichiatria, accompagnato da una mostra fotografica. Partecipano anche Franco Basaglia e alcuni pazienti dell’ospedale di Colorno. Tema conduttore del convegno è la critica alla psichiatria tradizionale.

  • Forlì 28/01/1969

    Corteo per Palach di un migliaio di studenti dell’ITC “Matteucci”. Un gruppo di giovani che inalberano cartelli con scritte ispirati ai fatti di Versilia tenta di unirsi al corteo. Dopo un vivace scontro verbale, questi membri del Movimento si accodano alla massa dei partecipanti.

  • Parma 29/01/1969

    Dopo la notizia della revoca dei 44 licenziamenti all’Eridania (i lavoratori avevano impugnato il provvedimento di licenziamento sostenendone l’illegalità per mancata comunicazione delle motivazioni al sindacato), per tutta la giornata numerose persone si raccolgono intorno alla tenda dei lavoratori in piazza Garibaldi. Qui, nella serata, si svolge una manifestazione popolare durante la quale parlano i dirigenti sindacali e il sindaco Baldassi.

  • Rimini 29/01/1969

    Un corteo di circa 3000 studenti rappresenta il culmine di una settimana di assemblee e gruppi di studio sulla questione cecoslovacca e sulla vicenda di Jan Palach. I dimostranti giungono sotto la redazione del Carlino e vi lanciano uova e pomodori.

  • Piacenza 31/01/1969

    Assemblea di una quarantina di studenti piacentini della facoltà di lingue dell’Università Bocconi.

  • Febbraio 1969

  • Bologna 01/02/1969

    Si tiene l’Assemblea generale degli studenti di Fisica. Si decide di “aggredire” direttamente gli interessi di potere dei gruppi accademici; si pensa, perciò, all’occupazione di uno dei centri di ricerca scientifica appartenenti all’Università (Montecuccolino).

  • Reggio Emilia 01/02/1969

    Gli studenti si incontrano presso il Teatro municipale con i parlamentari reggiani. Il tema dell’incontro sono le denunce a studenti e operai per l’occupazione dell’IPSIA e la riforma della scuola. Nel corso dell’incontro viene presentato un “manifesto” sottoscritto da un gruppo di docenti in segno di solidarietà con le lotte studentesche.

  • Bologna 02/02/1969

    Viene occupato per un giorno il rettorato ad opera dell’assemblea degli studenti di Ingegneria, già occupata: si rivendica il ruolo decisionale dell’assemblea e il suo riconoscimento, da parte degli organi universitari, come soggetto interlocutore.

  • Parma 02/02/1969

    Gli studenti della facoltà di medicina occupano il manicomio di Colorno. Durante l’assemblea, alla quale partecipano infermieri, degenti, familiari e amministratori, gli studenti spiegano i motivi base del loro gesto e denunciano la natura dell’istituzione. L’occupazione durerà 35 giorni.

  • Bologna 03/02/1969

    Le autorità accademiche sospendono gli esami e le lauree nelle facoltà occupate. Tutta l’attività amministrativa dell’università è paralizzata.
    Il consiglio d’amministrazione dell’Istituto per ciechi “Cavazza”, dopo la contestazione del presidente nonché parlamentare della DC On. Elkan, avvenuta nei giorni precedenti, si dichiara disponibile a trattare con i “convittori” a patto che cessi l’occupazione.
    Gli studenti di Medicina occupano l’aula dell’Istituto di Clinica medica in solidarietà allo sciopero degli assistenti volontari, sciopero che ha raggiunto le 300 astensioni.

  • Ferrara 03/02/1969

    Gli studenti dell’Istituto per l’industria e l’artigianato e dell’Istituto professionale per il commercio “Luigi” Einaudi iniziano uno sciopero di tre giorni. Aderiscono agli scioperi indetti in tutta Italia negli Istituti professionali.

  • Reggio Emilia 03-05/02/1969

    Sciopero degli istituti professionale nell’ambito di una vertenza nazionale; si chiedono un rinnovamento dell’istruzione professionale, interventi per il diritto allo studio, il riconoscimento del diploma. A Reggio l’astensione è totale.

  • Rimini 03/02/1969

    Sciopero e assemblea degli studenti dei Professionali “Alberti”, “Einaudi” e “IPA”, nell’ambito della vertenza nazionale dei professionali.

  • Bologna 04/02/1969

    Termina l’occupazione del rettorato. Occupazione degli Istituti di Mineralogia e Petrografia della facoltà di Geologia. Assemblea generale di Ateneo.

  • Bologna 05/02/1969

    Occupazione dell’Istituto “Aldini-Valeriani”.

  • Cesena 05/02/1969

    Numerosi studenti si uniscono allo sciopero indetto da CGIL-CISL-UIL per la riforma delle pensioni.

  • Forlì 05/02/1969

    Sciopero indetto da CGIL, CISL e UIL. Insieme a migliaia di lavoratori, sfilano in corteo centinaia di studenti. Si svolge un’assemblea al Teatro Romagna durante cui parlano il segretario regionale della CGIL e un rappresentante degli studenti dell’Istituto d’arte.

  • Parma 05/02/1969

    Giovanni Mola, ispettore inviato dal Ministero della Sanità, visita il manicomio di Colorno e incontra gli studenti. In seguito alla sua visita viene diramata una circolare ministeriale che impedisce l’intervento diretto degli studenti nell’ospedale psichiatrico.

  • Parma 05-06/02/1969

    Gli studenti degli istituti professionali scioperano e manifestano per rivendicare l’abolizione dell’apprendistato e un adeguato riconoscimento dei diplomi in sede di qualificazione del lavoro delle aziende.

  • Modena 05/02/1969

    Un gruppo di studenti delle Magistrali “Sigonio” chiede di poter convocare un’assemblea. Di fronte alle resistenze del preside, cinque studenti cercano ugualmente di organizzare l’assemblea e vengono perciò sospesi per otto giorni. La sospensione fa da “detonatore” della protesta. Gli studenti sospesi iniziano uno sciopero della fame, sostenuti da giovani delle altre scuole, dalla Giunta comunale e da gruppi di insegnanti e genitori che chiedono la revoca del provvedimento disciplinare e la rimozione dall’incarico del capo d’istituto.

  • Modena 07/02/1969

    Il movimento studentesco organizza uno sciopero contro la repressione: partecipano migliaia di studenti che confluiscono in assemblea al Palazzo dello sport.

  • Bologna 08/02/1969

    Occupazione dell’Istituto professionale “Sirani” di via Ca’ Selvatica contro la circolare Sullo, per un effettivo riconoscimento del diploma e una ristrutturazione dei programmi di studio. L’Istituto “Aldini-Valeriani” sospende l’occupazione e sceglie altre forme di lotta da decidere collettivamente in assemblea.

  • Bologna 12/02/1969

    Occupazione dell’aula magna dell’Ateneo e manifestazione davanti alla sede del centro calcoli-CNEN in via Mazzini.

  • Forlì 12/02/1969

    In corrispondenza dello sciopero dei lavoratori dell’industria, artigianato e cooperative per il superamento delle zone salariali, si astengono dalle lezioni gran parte degli studenti dell’ITI “Marconi”.

  • Bologna 13/02/1969

    Un gruppo di studenti dell’ITIS interrompe la riunione del collegio dei docenti a seguito del rifiuto di introdurvi un numero di studenti pari a quello dei professori.

  • Bologna 14/02/1969

    Un nutrito gruppo di professori dell’ITIS firma un documento per la ripresa delle lezioni. Occupazione degli Istituti tecnici “Fioravanti”, “Rubbiani” e della scuola Magistrale “Laura Bassi”. Prosegue l’occupazione del “Sirani” e del Liceo “Righi”.

  • Bologna 15/02/1969

    Assemblea degli studenti dell’ITIS, contrari all’occupazione, nella palestra di via Saragozza. Una cinquantina di professori del Liceo “Righi” si esprimono a favore del ripristino delle lezioni e solidarizzano con la presidenza.

  • Reggio Emilia 15/02/1969

    All’ITI viene respinta una proposta di occupazione (441 voti contrari, 370 favorevoli)

  • Bologna 16/02/1969

    Durante le occupazioni, assemblee con la presenza di docenti e genitori al Liceo “Righi” e all’Istituto “Aldini-Valeriani”.
    L’assemblea degli studenti dell’Istituto professionale per il commercio “Rubbiani” stila un documento in cui si rivendica il riconoscimento effettivo della qualifica rilasciata al termine dei tre anni di studio e l’introduzione della quarta e quinta classe.

  • Bologna 17/02/1969

    Termina l’occupazione del Righi, mentre viene occupato l’Istituto Tecnico Mercantile Marconi contro l’autoritarismo” del preside; gli studenti del Marconi si incontrano con gli operai della SASIB e ACNA. Prosegue l’occupazione degli Istituti “Rubbiani”, “Aldini-Valeriani”, “Laura Bassi”

  • Bologna 18/02/1969

    Gli studenti di Ingegneria, Fisica e Scienze biologiche occupano il Centro nucleare di Montecuccolino per impedire il funzionamento del reattore.

  • Reggio Emilia 19/02/1969

    Sciopero degli studenti per i trasporti.

  • Parma 19/02/1969

    Una manifestazione antifascista organizzata dalle associazioni partigiane, dai sindacati e dalle forze democratiche sfila per le vie del centro fino al Teatro Regio. Qui, il servizio d’ordine vieta l’ingresso ai militanti del Pcd’I (m-l). Nella notte, giovani della destra radicale bruciano la corona di fiori deposta davanti al monumento al Partigiano.

  • Rimini 19/02/1969

    Nuova occupazione dell’ITI “Da Vinci” per protesta contro i limiti dei decreti del ministro Sullo sulle assemblee in orario scolastico.

  • Bologna 20/02/1969

    Manifestazione degli studenti medi (circa 3000) e sit-in davanti all’ITIS “Belluzzi” in via Saragozza dove 114 insegnanti si rifiutano di fare lezione per rappresaglia.

  • Rimini 20/02/1969

    Circa 1500 studenti scioperano contro la Riforma Sullo. Al termine, almeno 300 si riuniscono in assemblea presso il Cinema Italia.

  • Reggio Emilia 21/02/1969

    Assemblea di 3000 studenti al Palazzetto dello sport sul problema dei trasporti. Partecipano il sindaco e l’assessore provinciale Ognibene che garantiscono il varo di provvedimenti per garantire ai pendolari la gratuita dei trasporti. Nell’assemblea si discute anche della proposta avanzata dai giovani di costruire una “Casa dello studente”.

  • Bologna 22/02/1969

    Viene occupato l’Istituto per ciechi “Cavazza” dopo il rifiuto dell’amministrazione di accogliere nel consiglio un certo numero di studenti. L’amministrazione, per ritorsione, chiude l’Istituto. Mentre prosegue l’occupazione dell’Istituto, il Consiglio provinciale propone di amministrare direttamente l’istituto “Cavazza”. Il vicepresidente del “Cavazza” inoltra un esposto alla magistratura richiedendo lo sgombero dei convittori.

  • Rimini 23/02/1969

    Dopo 5 giorni di occupazione, la Polizia sgombera l’ITI. Durante l’occupazione operano vari gruppi di studio che, in particolare, analizzano il problema del rapporto fra scuola e società e la destinazione professionale e la futura funzione produttiva dello studente dell’ITI.
    Al Classico il tentativo di riunirsi degli studenti è impedito dal preside con 3 sospensioni e la minaccia di chiamare la Polizia.

  • Rimini 24/02/1969

    Circa 400 studenti dell’ITI si riuniscono in assemblea presso il Cinema Italia per stigmatizzare lo sgombero operato il giorno precedente dalla Polizia.

  • Bologna 25-26/02/1969

    Occupazione dell’Istituto statale d’arte in via Cartoleria. Terminano le occupazioni all’Istituto Magistrale “Laura Bassi”, all’Istituto “Marconi” e alla facoltà Ingegneria.
    Il Senato accademico ribadisce che le occupazioni comportano la sospensione degli esami di corso e di laurea: si moltiplicano le assemblee nelle facoltà.

  • Modena 25/02/1969

    Vengono occupate tutte le facoltà universitarie contro il progetto Sullo per l’università; alla mobilitazione partecipano anche i 300 docenti assistenti e incaricati presso l’ateneo modenese che scendono in scioperarono contro Sullo.

  • Bologna 27/02/1969

    In occasione della visita italiana di Nixon, manifestazione degli studenti contro la guerra nel Vietnam davanti all’università americana. Vengono occupati l’istituto “Pacinotti” e la facoltà di Medicina veterinaria.

  • Cesena 27/02/1969

    Manifestazione contro la NATO in corrispondenza della visita a Roma di Nixon. Un centinaio i partecipanti, bruciate alcune bandiere americane.

  • Forlì 27/02/1969

    Una piccola delegazione di studenti forlivesi recatisi a Roma per partecipare alle manifestazioni contro la visita di Nixon è coinvolto nei duri scontri fra dimostranti e Polizia. Lo studente Pier Luigi Flamigni, uno dei leader del Movimento studentesco cittadino e militante della sezione locale dell’Unione dei Comunisti Italiani (marxisti-leninisti), è colpito alla testa e ferito gravemente, rimanendo per alcune ore in pericolo di vita.

  • Parma 27/02/1969

    Si svolge una manifestazione contro la guerra del Vietnam organizzata in occasione della visita di Nixon in Italia.

  • Bologna 28/02/1969

    L’assemblea congiunta di studenti e docenti della facoltà di Chimica, dopo aver bocciato il piano Sullo, decide l’occupazione dell’Istituto “Ciamician”. Tafferugli nella facoltà di Giurisprudenza tra studenti contrari all’occupazione e studenti favorevoli. L’assemblea di Economia e commercio respinge la proposta di occupare.

  • Parma 28/02/1969

    Un gruppo di infermiere del manicomio di Colorno, approfittando dell’assenza di gran parte degli studenti, organizza una contro-occupazione chiudendo il portone d’ingresso e gettando dalla finestra manifesti, cartelli ed effetti personali degli occupanti. Gli studenti riescono ugualmente a rientrare nell’ospedale e per alcuni giorni occupazione e contro-occupazione proseguono parallelamente.

  • Marzo 1969

  • Bologna 01-31/03/1969

    Le facoltà occupate sono: Lettere e Filosofia, Istituto di Fisica, Scienze biologiche e naturali, Scienze politiche, Matematica, Chimica, Zoologia, Geologia, Magistero, più la sede centrale dell’università ad opera dell’ADUS.

  • Bologna 01/03/1969

    Assemblea nella facoltà di Ingegneria con i docenti.

  • Cesena 01/03/1969

    Occupato l’ITI per protesta contro la circolare Sullo.

  • Forlì 01/03/1969

    Circa un migliaio di studenti scioperano per protesta contro la repressione poliziesca di Roma e il ferimento di Flamigni e sfilano in corteo in centro prima di riunirsi in assemblea al Teatro Romagna. Al termine circa 200 partecipano ad un nuovo corteo contro la NATO.

  • Parma 01-02/03/1969

    Occupazione studentesca della sede centrale dell’Università.

  • Modena 02/03/1969

    Una bomba-carta esplode davanti alla sede centrale dell’ateneo. La sinistra modenese non ha dubbi circa l’ispirazione fascista dell’attentato all’ateneo modenese. In serata viene organizzata una manifestazione in Piazza Grande alla quale parteciparono molti giovani del movimento studentesco.

  • Bologna 03/03/1969

    Un gruppo di docenti universitari rilascia al “Resto del Carlino” una dichiarazione nella quale riaffermano la loro opposizione ad ogni forma di repressione accademica e poliziesca, dichiarano di essere recisamente contrari al progetto di legge Sullo, esprimono la loro solidarietà con gli studenti scesi in lotta per una reale trasformazione dell’Università italiana.
    Al termine del Convegno nazionale dei rappresentanti degli studenti delle Accademie di Belle Arti d’Italia – che rivendicano il passaggio ad Istituto superiore universitario - viene occupata l’Accademia.

  • Cesena 03/03/1969

    Scioperano gli studenti dell’ITI che si riuniscono in gruppi di studio che esaminano il progetto di riforma scolastica Sullo.

  • Cesena 04-06/03/1969

    Occupato l’Istituto Professionale “Comandini”. Il Comitato di agitazione redige un comunicato nel quale sottolinea come gli studenti abbiano iniziato una lotta necessaria per portare gli istituti professionali allo stesso livello di ogni altro ordine di scuola.

  • Ferrara 04/03/1969

    Da dieci giorni sono occupate le scuole professionali “Ercole I d’Este” e “Einaudi”. Membri della Giunta comunale e rappresentanti degli studenti si accordano per inviare a Roma una delegazione al fine di far presente agli organi competenti la drammatica situazione delle scuole professionali.

  • Forlì 04-05/03/1969

    Occupato l’Istituto d’Arte dopo una votazione quasi all’unanimità dell’assemblea. Gli studenti chiedono da una parte la riforma degli studi artistici, dall’altra le dimissioni del preside Basso accusato di varie inadempienze. L’occupazione termina dopo due giorni, a seguito della disponibilità di insegnanti e consiglio di amministrazione a venire incontro ad alcune richieste studentesche.

  • Modena 04/03/1969

    Di fronte all’occupazione delle facoltà gli studenti di destra si presentano con una nuova sigla (DUM, Difesa Universitaria Modenese) e si scontrano con i giovani del movimento studentesco. In seguito agli scontri viene arrestato un giovane operaio di estrema sinistra. Lo stesso giorno l’autorità giudiziaria – dopo una segnalazione del rettore sullo stato di agitazione dell’università – incarica la Questura di provvedere all’immediato sgombero dei locali occupati e all’identificazione dei responsabili. Avvertiti per tempo, gli studenti riescono a lasciare la sede centrale dell’ateneo prima dell’irruzione della polizia. Nei giorni successivi la polizia continua a presidiare l’università.
    Diverse forze politiche e sindacali (dalla CGIL all’ANPI) si schierano decisamente dalla parte degli studenti. Il Consiglio provinciale e la Giunta comunale chiedono l’immediato sgombero dell’ateneo da parte della polizia; quattro deputati modenesi del PCI si rivolgono con un’interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro della Pubblica Istruzione chiedendo di porre fine alla politica della repressione e l’apertura di un colloquio costruttivo con tutte le forze impegnate nella battaglia per il rinnovamento dell’università.

  • Bologna 05/03/1969

    Durante uno sciopero alla fabbrica Longo si verificano scontri tra studenti, polizia e operai. Uno studente viene tratto in arresto. Immediatamente un corteo improvvisato raggiunge la Questura per chiedere la liberazione dello studente; qui si registrano nuovi incidenti che determinano il fermo di altri due studenti successivamente rilasciati. Vengono erette barricate in via Zamboni.
    La Federazione bolognese del PCI e la CGIL esprimono solidarietà agli studenti, pur condannando l’estremismo.

  • Parma 05/03/1969

    Un attentato con una bottiglia molotov alla sede del Pcd’I (m-l)-”linea rossa” provoca il conseguente assalto alla sede del MSI da parte di giovani della Nuova sinistra.
    Una squadra di fascisti irrompe con violenza nell’ospedale psichiatrico di Colorno distruggendo porte, vetri e aggredendo personale e occupanti. L’intervento della popolazione e di altri studenti, giunti da Parma non appena informati, blocca l’azione devastante del gruppo, che suscita reazioni tra varie associazioni e tra le forze politiche, unite nel condannare l’aggressione. Dell’episodio si discute poi in consiglio provinciale e in consiglio comunale a Colorno.

  • Bologna 06/03/1969

    Si tiene una assemblea generale degli studenti medi nella facoltà di Lettere e una nuova manifestazione di circa 600 studenti davanti alla fabbrica Longo. Viene disoccupato l’Istituto “Cavazza”; gli studenti ribadiscono, però, i motivi della lotta.

  • Bologna 07/03/1969

    La polizia sgombera, su ordine del Procuratore della Repubblica, gli Istituti di Zoologia e Anatomia comparata. A seguito dell’operazione vengono denunciati sei studenti presenti nei locali.

  • Cesena 07/03/1969

    Gli studenti del “Comandini”, riuniti in assemblea, inviano una delegazione in Municipio, accolta dai capigruppo del PRI, PCI e PLI, che assicurano il loro appoggio alle richieste avanzate dagli studenti al Ministero della P.I.

  • Rimini 07/03/1969

    Scioperano gli studenti dell’Istituto Professionale per Industria e Artigianato e dell’ITC. Circa 800 gli assenti dalle lezioni.

  • Bologna 08/03/1969

    Gli studenti occupano nuovamente la facoltà di Lettere, l’Istituto di Botanica e la sede centrale di via Zamboni. Sono ancora occupate: Giurisprudenza, Scienze politiche, Magistero, l’Istituto di Fisica.

  • Cesena 08/03/1969

    Assemblea pomeridiana al “Comandini” cui partecipano anche genitori e insegnanti. L’assemblea riconosce validi i motivi dell’agitazione e i mezzi con cui essa è stata condotta.

  • Bologna 09/03/1969

    Alle 5,30 del mattino la polizia, guidata personalmente dal Questore, in accordo con Prefetto e Rettore, sgombera le facoltà di Giurisprudenza, Scienze politiche, Magistero e l’Istituto di Fisica. Nei locali, vuoti eccetto che a Fisica dove c’erano 60 studenti, campeggiano alcune scritte murali tra cui: “Se sperate che per protesta ci diamo fuoco, sbagliate, bruceremo voi”, “Il capitale scava il solco, il Pci lo approfondisce”, “L’unica cultura è la lotta di classe”, “Papa, capitale e Pci=Santa Alleanza”, “Distruggere è ricreare”, “Il potere politico nasce dalla canna del fucile”.

  • Parma 09/03/1969

    Termina l’occupazione del manicomio di Colorno. Gli studenti annunciano però di non abbandonare la lotta; lasciano un pacco di ciclostilati e un cartello con la scritta: “In questa sala, centro dell’occupazione dal 2 febbraio al 9 marzo, si terranno ora le assemblee dei medici, infermieri e degenti”. Pochi mesi dopo, Franco Basaglia sarà chiamato a Parma a dirigere i servizi psichiatrici provinciali.

  • Bologna 10/03/1969

    Manifestazione studentesca di protesta contro l’intervento della polizia in zona universitaria; vengono denunciati i promotori insieme a quelli della manifestazione davanti alla fabbrica Longo poiché entrambe non autorizzate.
    In consiglio comunale il sindaco Fanti condanna l’atteggiamento repressivo delle forze dell’ordine e la campagna scandalistica della stampa “reazionaria”, prendendo al contempo le distanze da quella che definisce “una minoranza estremista” che esprime un “livore anticomunista”.

  • Cesena 10/03/1969

    Si protrae l’agitazione degli studenti del “Comandini”che svolgono assemblea all’interno del proprio istituto e poi, insieme al preside, vengono ricevuti dal sottosegretario alla P.I. Biasini.

  • Rimini 10/03/1969

    Sciopero degli studenti del professionale “Alberti” cui si uniscono in solidarietà alcuni studenti di altri istituti.

  • Cesena 11/03/1969

    Si astengono dalle lezioni circa 1400 studenti di vari istituti superiori. Almeno 700 formano un corteo in solidarietà con il Comitato di Agitazione del “Comandini”. Al termine del corteo si svolge una assemblea presso la palestra dell’ex G.I.L.

  • Ravenna 11/03/1969

    Manifestazione studentesca contro la riforma Sullo.

  • Rimini 11/03/1969

    Scioperano gli studenti dell’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato e dell’ITC.

  • Cesena 13/03/1969

    Sciopero degli studenti del Liceo Classico “Monti”.

  • Bologna 14/03/1969

    Il tribunale di Bologna condanna gli studenti Maurizio Torrealta a 4 mesi per resistenza, 3 per lesioni, 1 per contravvenzione all’ingiunzione di sciogliere un assembramento e Giorgio Cremaschi a 4 mesi per resistenza, 1 di ammenda per la medesima contravvenzione. La sentenza si riferisce alla contestazione del congresso nazionale di Medicina del lavoro, tenuto il 2 ottobre 1968 a Palazzo Re Enzo. In quell’occasione si erano verificati scontri tra polizia e studenti.

  • Rimini 14/03/1969

    Disertano le lezioni circa 800 studenti dell’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato e dell’ITC.

  • Bologna 15/03/1969

    Mobilitazioni degli studenti medi. Viene occupato l’Istituto professionale femminile “Rubbiani”. Tra le rivendicazioni: il riconoscimento del diploma conseguito al termine dell’iter di studio, l’abolizione del periodo di inserimento al lavoro, la partecipazione alla stesura degli scrutini. La polizia sgombera immediatamente il “Rubbiani”. Due studentesse trovate nei locali sono denunciate, dodici sospese per un mese e un centinaio prendono sei in condotta. Gli studenti occupano Istituto tecnico industriale “Aldini-Valeriani”.
    Le studentesse dell’Istituto “Sirani” sospendono ad intervalli irregolari le lezioni. Vogliono: istituzione del quarto e quinto anno speciale per gli istituti professionali-commerciali; abolizione del periodo di apprendistato; riconoscimento effettivo del diploma di qualifica.
    All’ITIS “Belluzzi” scontro tra studenti che volevano tenere un’assemblea di 15 minuti (contemplata nella circolare Sullo) e il vice preside. Quest’ultimo, dopo minacce di sospensione e denuncia, ha malmenato e poi sospeso per tre giorni uno studente. In agitazione è pure l’Istituto Tecnico professionale “Manfredi” con rivendicazioni simili a quelle del Rubbiani.
    Il consigliere comunale Claudio Sabattini rivolge un’ interpellanza al sindaco in merito alla “repressione” nelle scuole.

  • Rimini 15/03/1969

    Durante la notte, svastiche e volantini della Giovane Italia imbrattano i manifesti funebri del segretario della FGCI Loris Soldati, rimasto vittima, due giorni prima, di un incidente stradale.
    Il giorno dopo si verificano duri, seppur intermittenti, scontri fra militanti della FGCI e del Movimento e i neofascisti. Varie persone sono ricoverate in ospedale.

  • Ferrara 21/03/1969

    Nell’ambito della lotta per la riforma degli istituti professionali scioperano gli studenti del centro di formazione professionale dell’INIASA.

  • Forllì 22/03/1969

    Sciopero al Formificio Romagnolo presso il quale, da alcune settimane, si trascina una vertenza fra lavoratori e dirigenza. Un gruppo di attivisti di FGCI e del Movimento, unitisi già in precedenza agli operai nei picchetti, guidano un corteo che si snoda dalla fabbrica al centro cittadino. Nove i denunciati (poi assolti).

  • Forllì 22/03/1969

    Una cinquantina di studenti di Gioventù Studentesca, in questa fase definiti ancora dal Prefetto “cattolici del dissenso”, organizzano un sit-in contro la fame nel mondo in piazza Saffi. I giovani, cantano inni e leggono passi della Populorum progressio. I promotori vengono denunciati per “manifestazione non autorizzata”.

  • Parma 22-30/03/1969

    Si svolge il XVII Festival internazionale del teatro universitario fuori da Teatro Regio. Infatti, gli spettacoli sono rappresentati nelle scuole, nelle palestre, nei Cral aziendali, nelle aule universitarie e nelle fabbriche.

  • Rimini 23/03/1969

    Manifestazione della FGCI contro la presenza dell’Italia nella NATO. Circa 3000 partecipanti provenienti anche da altre province.

  • Bologna 25/03/1969

    Per ordine del giudice istruttore Orlandini, sono arrestati all’alba sei studenti e un’operaia per i fatti della Longo. L’accusa è di “violenza e minaccia a pubblico ufficiale con armi improprie”. La CGIL, nonostante la dissociazione delle altre confederazioni, annuncia uno sciopero provinciale generale per il 26. L’università è in fermento.

  • Bologna 26/03/1969

    Sciopero generale provinciale con manifestazione di studenti ed operai davanti al carcere di S. Giovanni in Monte e infine assemblea congiunta all’università. La Giunta comunale esprime la propria solidarietà così come un gruppo di docenti di ruolo e 150 docenti subalterni.

  • Bologna 27/03/1969

    Nonostante il divieto di tenere un convegno regionale nell’aula magna del Collegio universitario Irnerio a seguito delle proteste del movimento studentesco, il FUAN cerca di entrare nel collegio con l’ausilio di spranghe e catene. Nessun provvedimento è preso da parte di polizia e magistratura al di là del sequestro di 8 manganelli.

  • Forlì 27/03/1969

    Continua lo sciopero del Formificio Romagnolo, con costanti picchetti rafforzati dai militanti del Movimento. In testa alla lotta sono i lavoratori più giovani, “le leve assunte in questi anni di rapida espansione dell’azienda”.

  • Parma 27/03/1969

    Nella sede dell’AUP si scontrano studenti greci antifascisti e filogovernativi.

  • Forlì 29/03/1969

    Il Movimento lancia una raccolta fondi in solidarietà coi dipendenti del Formificio cui aderiscono anche i partiti politici.

  • Parma 29/03/1969

    Manifestazione unitaria per le vie del centro storico contro la “Grecia dei colonnelli”.

  • Parma 30/03/1969

    Una delegazione di operai della Salamini invita le compagnie teatrali di Firenze e Nancy, partecipanti al festival del teatro universitario, a ripetere i loro spettacoli all’interno della fabbrica e a intavolare un dibattito con gli operai. Il festival del teatro universitario si conclude all’interno dello stabilimento occupato della Salamini alla presenza di circa 200 persone, tra studenti e operai.

  • Aprile 1969

  • Bologna 01/04/1969

    Sciopero degli studenti medi con un’altissima partecipazione (circa 8.000) che si conclude con un presidio davanti al carcere di S. Giovanni in Monte per ottenere la liberazione degli arrestati.
    Scontri davanti all’Istituto “Pacinotti” tra aderenti al movimento e studenti di destra.

  • Forlì 03/04/1969

    Al teatro Romagna assemblea dei lavoratori del Formificio, giunti al venticinquesimo giorno di sciopero. Partecipano circa 200 persone e prende la parola, insieme ai vari rappresentanti dei partiti e dei sindacati, anche un esponente del Movimento.

  • Parma 03/04/1969

    Il Cut di Parma allestisce una replica de L’eccezione e la Regola di Bertolt Brecht al teatro Enal esclusivamente per i dipendenti dell’Amps.

  • Forlì 05/04/1969

    Corteo in centro degli operai del Formificio dopo una nuova rottura delle trattative. Viene effettuata una prima distribuzione ai lavoratori del denaro raccolto in solidarietà; la parte più cospicua proviene dal Movimento Studentesco.

  • Bologna 09/04/1969

    Manifestazione cittadina in piazza Maggiore per l’eccidio di Battipaglia.

  • Parma 11/04/1969

    Lo sciopero generale per protestare contro la politica economica del governo e in segno di solidarietà con la Salamini è caratterizzato soprattutto dalla reazione ai fatti di Battipaglia. Vengono organizzati picchettaggi davanti agli stabilimenti più importanti della provincia. All’assembramento della manifestazione alle barriere di Via D’Azeglio, mentre altoparlanti annunciano che sono ammessi alla manifestazione solo cartelli sindacali, si aggiunge anche un gruppo di “cinesi”. Il gruppo di giovani “extra-parlamentari”, dopo avere fischiato in piazza i rappresentanti sindacali, si dirige, insieme ad alcuni membri del movimento studentesco, verso l’Unione Industriali in via Mazzini, dove è ricevuta dal dott. Giorgio Orlandini, direttore dell’Unione Industriali.

  • Modena 11/04/1969

    Dopo l’eccidio di Battipaglia, gli studenti partecipano in massa agli scioperi promossi dai sindacato. Gruppi di giovani manifestano davanti alla questura e bloccano il traffico nei principali incroci del centro cittadino.
    La manifestazione per i fatti di Battipaglia determina una frizione fra il movimento e il PCI. Al termine della comizio sindacale che si tiene in Piazza Grande una parte del corteo – studenti, operai, militanti marxisti-leninisti e di Potere operaio, ma anche della FGCI e del PCI – continua la protesta. Dopo essere passati in via Ganaceto davanti alla sede della Federazione comunista alcuni manifestanti si dirigono verso la stazione ferroviaria.
    Qui gruppi di giovani occupano i binari e vengono dispersi dalle cariche della polizia. Il PCI considera l’episodio della ferrovia un atto irresponsabile e deplora la partecipazione alla manifestazione di alcuni militanti del partito.

  • Ravenna 11/04/1969

    Corteo di protesta a seguito dell’eccidio di Battipaglia indetto dai sindacati. Diecimila partecipanti fra cui numerosi studenti.

  • Rimini 11/04/1969

    Manifestazione della sinistra riminese a seguito dell’eccidio di Battipaglia, al quale partecipano studenti dell’ITI e delle Magistrali.

  • Bologna 18/04/1969

    Il Consiglio comunale approva a maggioranza la richiesta di disarmo delle forze di polizia in servizio di ordine pubblico in occasione della manifestazioni e richiede la liberazione dei giovani arrestati per i fatti della Longo.

  • Bologna 23/04/1969

    Vengono rinviati a giudizio i giovani arrestati il 25 marzo per la vicenda della Longo.

  • Forlì 26/04/1969

    Diecimila persone partecipano a una grande manifestazione antifascista indetta dall’ANPI con l’adesione di PCI, PSIUP, ARCI e ANPPIA. Al comizio finale interviene anche un delegato dal Movimento.

  • Maggio 1969

  • Bologna 06/05/1969

    Tensioni davanti alla fabbrica Ducati (via Emilia Ponente) tra scioperanti e studenti, da una parte, e lavoratori che intendono entrare, dall’altra.

  • Parma 07/05/1969

    Il Cut rappresenta “L’eccezione e la regola” di Bertolt Brecht nella sala mensa della Salamini.

  • Bologna 16/05/1969

    Gli studenti rompono la tregua aperta dopo l’occupazione “militare” dell’università, bloccando le lezioni a Lettere. Si intensificano i rapporti tra il comitato di solidarietà agli arrestati, il sindacato, gli operai. Viene avanzata l’ipotesi di organizzare un contro-processo alla “repressione” nell’aula magna dell’università.

  • Parma 25/05/1969

    Il Cut rappresenta gli “Orazi e Curiazi” di Bertolt Bercht all’ospedale psichiatrico di Colorno.

  • Bologna 27/05/1969

    Si tiene un dibattito pubblico nell’aula magna dell’università su contestazione e repressione. Nel pomeriggio, manifestazione alla Bolognina in solidarietà agli arrestati.

  • Bologna 28/05/1969

    Si apre il processo contro gli arrestati del 25 marzo. I principali imputati, in quanto ritenuti organizzatori e dirigenti della manifestazione, sono Stisi, Berardi, Ciavatti e Serafini. Grossi è rilasciato in libertà provvisoria, seguirà un iter giudiziario autonomo.

  • Bologna 30/05/1969

    Al termine del processo vengono condannati con la condizionale a 6 mesi e 10 giorni di reclusione per oltraggio con violenza: Gradogna, Martucci, Berardi, Ciavatti, Serafini, Stisi, Pirani.

  • Giugno 1969

  • Parma 01/06/1969

    In via Duomo e Via Cavour, alla partenza del 52° Giro d’Italia, si verificano scontri tra polizia e lavoratori della Salamini (insieme ad un gruppo di “cinesi” e alcuni studente). Gli scontri durano circa un quarto d’ora e iniziano quando alcuni manifestanti, dopo avere lanciato volantini di protesta, sollevano le transenne poste ai lati della strada. Dopo che la carovana dei corridori ha lasciato Parma, i manifestanti organizzano una protesta di circa mezz’ora, paralizzando il traffico.

  • Bologna 06/06/1969

    Si tiene un incontro al circolo “Leopardi” di via S. Donato con Grossi, Serafini, Berardi e Stisi sul tema della “repressione” e delle forme di lotta per contrastarla.

  • Bologna 18/06/1969

    Il FUAN ottiene il permesso dal preside di Economia e commercio prof. Ciusa di tenere un’assemblea nell’aula magna. Si verificano scontri con gli studenti del Movimento che, al termine, occupano la facoltà. Un gruppo di docenti e assistenti chiede le dimissioni del preside Ciusa per aver concesso l’aula magna al FUAN, dopo il parere contrario del Rettore.

  • Bologna 19/06/1969

    Occupazione del rettorato con rivendicazione dell’aumento del presalario e contestazione dell’esame di matematica finanziaria tenuto ugualmente a Magistero a causa dell’occupazione di Economia.

  • Modena 19/06/1969

    Si svolge un’assemblea al Teatro Storchi, con la partecipazione di 500 studenti, organizzata dal movimento studentesco per denunciare l’aumento della selezione e la “rappresaglia” che in occasione degli scrutini colpisce alcuni giovani del movimento (al “Sigonio” tre studenti sospesi in febbraio non vengono ammessi agli esami di Stato). La CGIL sostiene l’iniziativa del movimento.

  • Luglio 1969

  • Modena 01/07-31/08/1969

    Un gruppo di giovani del movimento studentesco decide di organizzare un’azione di sostegno alla lotta degli operai della FIAT-Trattori di Modena, collocando una “Tenda di solidarietà” in Piazza Mazzini. Gli studenti iniziano a diffondere volantini che insistono sull’importanza di intaccare il “mito Fiat”, esaltano le forme di lotta più radicali, sottolineano il nuovo protagonismo e la combattività dei giovani operai e la presenza di istanze egualitarie e di partecipazione analoghe a quelle sostenute dal movimento studentesco. Su questa base avvengono i primi contatti tra studenti e gruppi di operai della FIAT.

  • Agosto 1969

  • Parma 30/08-03/09/1969

    Il 30 agosto un gruppo di neofascisti viene sorpreso a distruggere, in piazza Garibaldi, la mostra sulla vertenza operaia della Salamini; ne seguono tafferugli e un militante di sinistra è ricoverato per le percosse subite. Per cinque notti si susseguono manifestazioni di protesta con scontri tra antifascisti e forze dell’ordine nei pressi della sede del Movimento Sociale Italiano in via Maestri, dove gli attivisti di destra si rifugiano.
    Nella notte dell’1 settembre, le provocazioni fasciste raggiungono il culmine con il lancio di alcune bottiglie molotov contro la Sinagoga (in vicolo Cervi) e le sezioni del PCI “Vignali” (in piazza Rondani) e “Cavestro” (in borgo Guazzo). Il 3 settembre una bottiglia incendiaria è scagliata contro la sede della Gioventù Aclista in via XX marzo.

  • Settembre 1969

  • Parma 04/09/1969

    Una manifestazione unitaria antifascista sfila per le vie del centro in risposta alle provocazioni dei giorni precedenti; il comizio conclusivo è tenuto da Arrigo Boldrini, presidente nazionale dell’ANPI.

  • Piacenza 24/09/1969

    Gli studenti lavoratori dell’ Istituto Nazionale per l’Industria e l’Addestramento nel Settore Artigiano (INIASA) riuniti in assemblea decidono di occupare la sede dell’Istituto per contrastare la decisione del Ministero del lavoro di chiuderla per mancanza di fondi. Il Movimento studentesco piacentino solidarizza con la loro mobilitazione. L’occupazione della sede piacentina dell’INIASA durerà almeno 15 giorni.

  • Ottobre 1969

  • Piacenza 07/10/1969

    Assemblea nell’aula magna della scuola degli studenti dell’ITI “Marconi” (1.300 iscritti) per chiedere nuove aule.

  • Bologna 09-10/10/1969

    Occupazione lampo della mensa universitaria di via Zamboni durante la quale sono stati distribuiti gratuitamente i pasti. Gli studenti chiedono maggiore qualità e prezzi più bassi. Segue una manifestazione di protesta nei locali della mensa. Il 14 l’autorità accademica chiude la mensa di via Zamboni; la mensa viene riaperta dopo una settimana.

  • Piacenza 13/10/1969

    Un volantino studentesco annuncia la costituzione di un “comitato di base” all’Istituto magistrale. Pure all’Istituto “Romagnosi” si è organizzato un “comitato di base” di studenti. Anche questi organismi sono legati al PSIUP che, dai documenti, risulta essere l’unica organizzazione che, con continuità e radicamento, è presente nel movimento studentesco.

  • Bologna 15/10/1969

    L’autorità accademica chiude il portone della sede centrale dell’università per prevenire azioni di disturbo degli studenti.

  • Bologna 18/10/1969

    Sciopero degli studenti del Liceo artistico di via Belle Arti per gli orari di lezione, i progetti di riforma, i programmi.

  • Ferrara 19/10/1969

    Sciopero degli studenti del Liceo scientifico che chiedono “scuola gratis” (trasporti, mense, libri, tasse) e l’eliminazione dei doppi turni. L’obiettivo è generalizzare la lotta agli altri istituti.

  • Forlì 21-23/10/1969

    Scioperano per tre giorni gli studenti dei Professionali “Oliveti” e “Melozzo” chiedendo l’ istituzione presso le loro scuole delle classi quarta e quinta.

  • Piacenza 23/10/1969

    Gli studenti dell’Istituto magistrale, sulla base di una critica più generale della scuola classista, organizzano uno sciopero chiedendo più aule, la mensa e migliori condizioni di studio.

  • Forlì 24/10/1969

    Sciopero generale di 6 ore contro il carovita promosso dalle tre confederazioni sindacali. Un grande corteo sfila per le vie del centro. Molti studenti delle scuole superiori, in segno di solidarietà, si astengono dalle lezioni e si uniscono al corteo.

  • Modena 24/10/1969

    Gli studenti partecipano allo sciopero generale per le riforme indetto dalle confederazioni sindacali. Le mobilitazioni studentesche si intrecciano con “l’Autunno caldo”. Temi come l’antiautoritarismo e la richiesta di democrazia, la lotta alla selezione e per la gratuità della scuola costituiscono un terreno favorevole per iniziative convergenti con il movimento operaio.

  • Piacenza 24/10/1969

    Il Movimento studentesco aderisce allo sciopero generale contro il caro-vita e il caro-affitti. Nei giorni successivi, in numerose scuole, i presidi attuano misure repressive.

  • Ferrara 25/10/1969

    Il collettivo di studenti delle scuole superiori invita all’astensione dalle lezioni per rivendicare libri gratis, niente tasse, eliminazione dei doppi turni al liceo scientifico, riconoscimento all’albo professionale per i geometri. In gran parte degli istituti, la maggioranza degli studenti partecipa allo sciopero. I giovani confluiscono in piazza Cattedrale inalberando cartelli di protesta. Successivamente si forma un corteo di circa 3.000 studenti che si snoda per le strade cittadine. Gli studenti tentano di entrare nell’atrio della stazione per tenervi una assemblea ma vengono allontanati da polizia e carabinieri. Una parte dei dimostranti si scioglie, altri invece occupano la mensa universitaria di via IV Novembre e consumano i pasti rifiutandosi di pagarli. Il giorno dopo, 2 mandati di cattura e 23 denunciati: tutti di “Potere operaio”.

  • Rimini 25/10/1969

    Circa metà degli studenti degli istituti superiori disertano le lezioni in corrispondenza dello sciopero generale promosso dai sindacati.

  • Forlì 27-28/10/1969

    Riprende per due giornate lo sciopero delle allieve del Professionale “Melozzo”, le quali tengono una assemblea al teatro Mazzini annunciando la loro volontà di continuare a lottare fino all’accoglimento delle loro richieste.

  • Bologna 28/10/1969

    Momenti di tensione durante un’assemblea all’università tra studenti iscritti al PCI e altri studenti del movimento. Ad innescare lo scontro contribuisce un’affermazione di Franco Berardi che definisce gli studenti della sezione universitaria comunista “apprendisti revisionisti”.

  • Forlì 28/10/1969

    Sciopero degli studenti dell’ITI “Marconi” per protesta a seguito della morte, avvenuta a Pisa il giorno precedente, dello studente Cesare Pardini, colpito da un candelotto lacrimogeno sparato dai Carabinieri.

  • Piacenza 28/10/1969

    Il Movimento studentesco convoca un’assemblea generale degli studenti di Piacenza al Cinema San Vincenzo.

  • Ferrara 31/10/1969

    Nuovo sciopero nelle scuole superiori: una manifestazione di duemila studenti si conclude in piazza Cattedrale.

  • Novembre 1969

  • Forlì 05/11/1969

    Gli studenti dell’ITI sfilano in corteo per protestare contro il caro-scuola.
    In contemporanea sciopero gli studenti dello Scientifico “De Calboli” e dell’ITC “Matteucci” a causa delle pessime condizioni degli istituti in cui si trovano le loro aule.

  • Forlì 06/11/1969

    Si ripetono gli scioperi degli studenti dell’ITI per il caro-scuola e di Scientifico e ITC per le condizioni della loro scuola. Questi ultimi si riuniscono in assemblea al teatro Romagna mentre gli alunni dell’Istituto Tecnico Aeronautico “Baracca”, a loro volta astenutisi dalle lezioni per gli eccessivi costi dello studio, tengono un proprio incontro nella saletta della Provincia.

  • Bologna 07/11/1969

    Occupazione della sede centrale dell’Istituto “Aldini-Valeriani” e della succursale del Liceo “Righi”. Tra i motivi della mobilitazione c’è la richiesta di aule per poter abolire i doppi turni.

  • Bologna 08/11/1969

    Si estende la protesta degli studenti medi. Scioperano il “Marconi”, l’ITIS, il “Laura Bassi”, “Aldrovandi”, “Rubbiani” con assemblea all’università. Nel pomeriggio a Magistero si tiene un’assemblea studenti-operai.

  • Ferrara 08/11/1969

    In vari istituti si tengono assemblee che ribadiscono le richieste già avanzate dagli studenti nei giorni precedenti: distribuzione gratuita dei testi di studio, mensa e trasporti gratuiti. Fa eccezione l’Istituto Tecnico Commerciale “Vittorio Monti” in cui gli studenti, senza disertare la scuola, rifiutano comunque le lezioni. Le loro richieste sono più interne alla vita dell’istituto: reclamano insegnati, aule e orario completo.

  • Forlì 08-10/11/1969

    Nuovi scioperi dell’ITI, dell’ITC e del liceo scientifico.

  • Bologna 10/11/1969

    Occupazione del Liceo “Fermi”; gli studenti chiedono l’esercizio della libertà di stampa in Istituto, la disponibilità delle aule al pomeriggio. Sospese le occupazioni del Liceo “Righi” e dell’ “Aldini-Valeriani”. Manifestazione del “Pacinotti” contro la decisione del preside Bondi di far entrare a scuola gli studenti scioperanti di sabato con i genitori. Assemblea al “Marconi”.

  • Ferrara 10/11/1969

    Altre proteste all’ITC per mancanza di aule ed insegnanti. Gli studenti entrano in Istituto ma rimangono fuori dalle aule in assemblea. L’amministrazione comunale delibera di mettere a disposizione alcuni locali per far fronte alle necessità degli studenti.

  • Ferrara 11/11/1969

    Gli studenti dello scientifico sono in assemblea permanente per le carenze di aule, ritardi nelle nomine dei professori, problemi coi trasporti.
    Il Consiglio provinciale affronta il tema delle mobilitazioni studentesche e degli scioperi in provincia. L’assessore alla Pubblica Istruzione provinciale propone come nuovo preside dell’Istituto Tecnico Industriale Provinciale l’ingegner Romagnoli, il cui nome era stato indicato in una votazione dagli studenti e docenti dell’istituto e annuncia la formazione di un Consiglio di Istituto che fiancheggi il preside e sia composto da 10 studenti e 10 insegnanti. L’opposizione esprime perplessità rispetto alla proposta.

  • Forlì 11/11/1969

    Scioperano nuovamente alcune centinaia di studenti di vari istituti cittadini.

  • Rimini 11/11/1969

    La sospensione per motivi disciplinari di due studenti provoca un vasto sciopero in solidarietà di studenti dell’ITI e dell’Istituto Professionale “Alberti”. Seconda la Prefettura almeno 7-800 studenti disertano le lezioni.

  • Bologna 12/11/1969

    Per ordine della Procura della repubblica, 6 autofurgoni e 3 autocarri della polizia sciolgono l’occupazione del Liceo “Fermi” e arrestano uno studente universitario e uno iscritto al “Fermi”.
    Il preside dell’Istituto “Laura Bassi” sospende 10 studentesse per 3 giorni e assegna una nota disciplinare ad altre 100 a causa dello sciopero dell’8.
    Manifestazione contro gli arresti e la repressione davanti al “Pacinotti”: scontri tra studenti del movimento, polizia e FUAN. In serata il PCI denuncia l’azione provocatoria dei neofascisti e prende le distanze dall’uso della forza da parte delle autorità, condannando, al contempo, l’estremismo di alcuni segmenti del movimento che volevano occupare la scuola.

  • Ferrara 12/11/1969

    Si diffondono le proteste studentesche per assenza di aule (e quindi doppi turni) ritardi nelle nomine degli insegnanti ecc.. Gli studenti di Ragioneria si incontrano col vice-provveditore. Quelli dello Scientifico, insoddisfatti dalla lentezza dei lavori per la nuova succursale, deliberano di rimanere in assemblea permanente.

  • Ferrara 13/11/1969

    Gli studenti del “Monti”, ancora in agitazione anche dopo aver incontrato il Vice-Provveditore, sono sgomberati dalla Polizia, dopo alcune tensioni fra gli studenti occupanti e altri che volevano riprendere le lezioni. Contemporaneamente si svolge un corteo degli studenti dell’Istituto per geometri.

  • Rimini 13/11/1969

    Occupato l’ITI, poi sgomberato dai carabinieri alle 19. Otto i denunciati.

  • Ferrara 14/11/1969

    Gli studenti di Ragioneria continuano la loro protesta riunendosi presso la Casa di Stella dell’Assassino. Intanto, con un comunicato, l’Amministrazione Provinciale condanna l’intervento della Polizia e invita gli studenti ad un convegno, in data 29 novembre, sul tema dell’edilizia scolastica. Allo scientifico continua l’occupazione.

  • Ravenna 14/11/1969

    Sciopero generale per la casa. A Ravenna si tengono due cortei. Agli operai si uniscono numerosi studenti.

  • Rimini 14/11/1969

    Circa 100 persone entrano al Liceo Classico, interrompendo le lezioni e occupando l’ufficio del preside. L’intervento dei carabinieri pone fine all’occupazione e, in serata, tre sono gli arrestati.
    All’ITI, centinaia di studenti disertano le lezioni riunendosi in assemblea presso il Cinema Italia. Al termine dell’assemblea, circa 300 studenti entrano nell’ Istituto Magistrale interrompendo le lezioni.

  • Bologna 15/11/1969

    Occupazione dell’ “Aldini-Valeriani”. Assemblea nell’aula magna dell’università degli studenti del Marconi, del liceo artistico e dell’istituto d’arte, a cui segue un presidio dinanzi all’autostazione dove è in corso un convegno regionale della DC. Al “Pacinotti” il consiglio dei professori decide la serrata dell’Istituto. Al Liceo “Galvani”, esponenti del FUAN e dell’associazione Giovane Italia occupano il primo piano e forzano il portone.

  • Ferrara 15/11/1969

    La giornata è punteggiata dalle proteste studentesche: all’Istituto per Geometri si tiene un’assemblea generale, l’Istituto Tecnico Industriale “Nicolò Copernico” sciopera, a Ragioneria si svolgono riunioni studenti-docenti; scioperi anche all’Istituto Professionale per il Commercio “Luigi Einaudi”, all’Istituto Magistrale “Giosuè Carducci”, all’ITIP e all’Istituto d’Arte “Dossi”. Per le vie del centro si tiene un corteo di studenti i quali, per protestare contro il caro-trasporti, salgono in varie fermate sui filobus rifiutandosi di pagare il biglietto e facendosi portare in stazione. Qui tengono assemblea all’aperto per poi tornare in centro sempre in tram e sempre senza pagare.

  • Forlì 15/11/1969

    Dopo due ore di lezione, gli studenti dell’ITC “Mattucci”abbandonano le aule e sfilano in corteo per le vie del centro.

  • Bologna 17/11/1969

    Vengono rinviati a giudizio otto studenti responsabili dell’occupazione dell’Istituto di Fisica A. Righi con l’accusa di interruzione di pubblico servizio e occupazione di edificio pubblico. La denuncia è partita dal direttore dell’Istituto. Occupazione della succursale dell’Istituto “Sirani”.

  • Ferrara 17/11/1969

    Gli studenti dell’Istituto d’Arte “Dosso Dossi” occupano la scuola, con la solidarietà degli insegnanti. Fra le motivazione degli occupanti ci sono la riforma dell’esame di licenza e l’istituzione del biennio di perfezionamento con la possibilità di accedere alle facoltà universitarie. Il sindaco si reca all’Istituto per manifestare la solidarietà della Giunta comunale agli occupanti.
    Sciopero anche degli studenti dell’Istituto Tecnico per geometri “Giovan Battista Aleotti”, preoccupati che la carenza di aule per ragioneria possa essere risolta sottraendole al loro istituto.

  • Bologna 19/11/1969

    Sciopero generale indetto dai sindacati per una diversa politica della casa. Il servizio d’ordine tiene fuori da piazza Maggiore un corteo di studenti tra cui l’organizzazione Potere operaio.
    Occupazione della sede centrale dell’università. Incontro al “Righi” con i lavoratori-tecnici del CNEN. Vengono rilasciati in libertà provvisoria i due studenti fermati il 12 al “Fermi”.

  • Ferrara 19/11/1969

    Allo sciopero generale indetto dai sindacati partecipano in massa gli studenti (medi e universitari). Il Consiglio Comunale esprime piena solidarietà e appoggio alle richieste sindacali, deplorando solo l’azione di “certe frange anarcoidi ed estremiste”.

  • Forlì 19/11/1969

    Sciopero generale per la casa. Circa 10.000 i partecipanti fra cui un folto gruppo di studenti

  • Parma 19/11/1969

    Si svolge anche a Parma lo sciopero generale indetto a livello nazionale da CGIL, CISL e UIL contro il caro-vita e il caro affitti. Un corteo di centinaia di persone, aperto da rappresentanti sindacali, dal sindaco e da altri rappresentanti politici e chiuso da un numeroso spezzone di studenti e giovani extra-parlamentari, percorre la città da Barriera San Michele a Piazza Garibaldi dove si tiene un comizio sindacale.

  • Modena 19/11/1969

    Gli studenti partecipano allo sciopero generale indetto dai sindacati portando le loro richieste (libri di testo e trasporti gratuiti, abolizione delle tasse scolastiche, istituzione di mense gratuite in tutte le scuole).

  • Ferrara 20/11/1969

    Continua l’occupazione dell’Istituto d’Arte; gli studenti vengono ricevuti dal Provveditore e inviano un documento con le loro richieste al Consiglio comunale; il sindaco invia materassi agli occupanti in segno di solidarietà.
    Gli studenti dello Scientifico fanno lezione sui gradini del Duomo per protesta contro il ritardo nell’assegnamento dei docenti.

  • Forlì 20/11/1969

    Nuovo sciopero degli studenti dell’ITI contro il caro-scuola e astensione delle lezioni da parte di quelli del Classico “Morgagni” (che tengono una assemblea al teatro Don Bosco).

  • Modena 20-22/11/1969

    Si intensificano gli incontri fra rappresentanze operaie e studentesche: durante un’occupazione del “Fermi”; nella sede del circolo Formiggini, dove gli studenti si confrontano con le Commissioni interne della Ferrari, della Salami, della Maserati, delle Corni; presso la Camera del Lavoro; in affollate assemblee alla Sala di cultura e al Teatro Storchi. In alcune scuole si formano i Collettivi di base promossi da Potere operaio.

  • Ferrara 21/11/1969

    Durante l’occupazione dell’Istituto d’Arte gli studenti delle classi superiori fanno lezione ai loro compagni più giovani; viene inviata una lettera ai genitori per spiegare le ragioni della protesta.

  • Bologna 22/11/1969

    Vengono sospesi al Liceo “Fermi” sette studenti, accusati di aver protestato durante un’assemblea illegale contro l’arresto dei due studenti. Le sospensioni vanno dai 10 ai 15 giorni.

  • Bologna 23/11/1969

    Si tiene un’assemblea nei locali dell’autostazione di studenti, genitori e insegnanti del “Pacinotti”, chiuso dal collegio degli insegnanti.

  • Rimini 23/11/1969

    Gli studenti dei professionali scendono in sciopero.

  • Bologna 24/11/1969

    Si verificano scontri davanti alla facoltà di Matematica tra goliardi e studenti del movimento.

  • Piacenza 25/11/1969

    Gli studenti dell’Istituto magistrale organizzano un altro sciopero per la mancanza di aule e della palestra.

  • Ferrara 26/11/1969

    Dopo oltre una settimana di occupazione, la Polizia sgombera l’Istituto d’Arte.

  • Piacenza 27/11/1969

    Il comitato di base degli studenti del Liceo classico organizza un’assemblea interna alla scuola nonostante la decisione del preside di vietarla.

  • Bologna 28/11/1969

    Nuove sospensioni al Fermi (tra i 5 e i 15 giorni) a seguito dell’occupazione della scuola.

  • Ferrara 28/11/1969

    Lo sgombero dell’Istituto d’Arte viene stigmatizzato dalla Giunta Comunale (proprietario e gerente dell’Istituto è il Comune) e dai capigruppo di PCI, DC, PSU, MSA e PSIUP. Nel Municipio gli studenti del Dossi tengono un’assemblea nella quale si decide, di concerto con Giunta e capigruppo, di organizzare a Ferrara un convegno di tutti gli Istituti d’arte.

  • Dicembre 1969

  • Ferrara 01/12/1969

    Trecento studenti del Liceo Scientifico organizzano un corteo per unirsi a quello dei coltivatori diretti in agitazione. Il corteo dei medi tenta di occupare la Provincia ma è respinto dai carabinieri. Viene fatta entrare nell’edificio solo una delegazione per avanzare le rimostranze dei giovani

  • Forlì 01/12/1969

    Al termine di una assemblea, gli studenti dell’Istituto d’Arte occupano la scuola, chiedendo una riforma che consenta loro l’accesso all’università finito il percorso di studio e l’aggiornamento delle materie, nonché la costituzione di un organismo dotato di potere decisionale e composto da studenti e insegnanti.

  • Ferrara 03/12/1969

    Dopo alcuni giorni di occupazione l’ITI “Copernico” viene sgomberato. Il Provveditore e il preside deliberano la chiusura dell’istituto. Cinque studenti vengono portati in Questura e rilasciati in serata.
    Contemporaneamente gli studenti dello scientifico, dell’ITIS, di ragioneria e dell’ITC organizzano un corteo con circa 500 partecipanti per le vie del centro. Dopo aver tentato inutilmente di svolgere una assemblea presso i capannoni SIAMIC, i giovani si trasferiscono a Casa di Stella dell’Assassino. Al corteo partecipano anche alcuni medi dell’ITIP i quali da vari giorni sono in assemblea presso il loro istituto dove hanno costituito anche gruppi di discussione su problemi economici e didattici.
    Viene occupata anche l’università dopo uno scontro fra studenti di sinistra e studenti greci aderenti al FUAN in merito alla gestione della mensa universitaria.

  • Ferrara 05/12/1969

    La città è attraversata da numerosi cortei degli studenti medi, soprattutto di studenti dell’ITC e ragionieri e di ragazzi dell’ITI mentre all’ITC e all’ITIP si riuniscono in assemblea nei loro istituti. Nel pomeriggio alla Sala estense si riunisce l’assemblea del collettivo dei vari istituti secondari.
    All’interno dell’università un’assemblea con circa 600 partecipanti delibera di proseguire l’occupazione in nome della difesa del “diritto assembleare”. Il rettore incontra gli studenti chiedendo di sgomberare l’università. Viene convocata una nuova assemblea che conferma (con 259 favorevoli e 232 contrari) il proseguimento dell’occupazione. Il rettore chiama la polizia che sgombera l’Università.

  • Ferrara 06/12/1969

    Si svolge uno sciopero generale studentesco contro la repressione, indetto dai collettivi degli istituti secondari, con successivo corteo. Al termine della manifestazione viene arrestato uno studente con l’accusa di furto pluriaggravato per i fatti della mensa del 25 ottobre. In serata una delegazione di studenti medi e una di universitari si incontrano con i membri della giunta presso la sede del Consiglio comunale per esporre le loro rivendicazioni e denunciare la repressione. Il senatore comunista Piva, membri comunisti e socialisti del Consiglio si associano alla protesta.

  • Ferrara 08/12/1969

    Il “movimento studentesco greco antidittatoriale di Ferrara” denuncia la presenza di studenti dell’ESESI, “emissari dei colonnelli greci” e collegati a neofascisti locali, all’interno dell’università; sono accusati di violenze nei confronti degli studenti greci antifascisti.

  • Ferrara 09/12/1969

    Una delegazione del movimento studentesco partecipa ad una seduta del Consiglio Comunale, gremita di studenti, per esporre le proprie rivendicazioni. Intervengono un rappresentante dei sindacati e l’assessore alla Pubblica Istruzione che esprimono solidarietà alla lotta condotta dagli studenti”.

  • Bologna 11/12/1969

    Viene occupata per un giorno un’aula dell’Istituto di Istologia. Gli studenti del Liceo “Righi” manifestano davanti al Provveditorato e alla Provincia.

  • Ferrara 11-12/12/1969

    Gli studenti del Liceo classico, riuniti in gruppi di studio all’interno della scuola, elaborano una serie di documenti sul rapporto scuola-società, sulla didattica, sull’autoritarismo e la repressione.

  • Bologna 12/12/1969

    Manifestazione degli studenti dell’ITIS.

  • Parna 12/12/1969

    Il sindaco Enzo Baldassi e il presidente dell’Amministrazione provinciale, Giuseppe Righi, convocano una riunione in Municipio tra rappresentanti politici, sindacali e associazioni partigiane. In questa sede è approvato un documento sulla strage di piazza Fontana di Milano nel quale si denuncia il tentativo di “creare nel paese un clima di confusione e di esasperazione nel quadro di un disegno reazionario volto a colpire la democrazia”.

  • Modena 12/12/1969

    La seduta del Consiglio comunale che è in corso al momento della strage di Piazza Fontana viene immediatamente sospesa in segno di lutto. In un telegramma inviato ai sindaci di Milano e Roma tutti i gruppi consiliari (escluso quello del MSI) esprimono un’indignata protesta e la condanna di un atto considerato di netta impronta fascista e teso a colpire le libertà costituzionali e i fondamenti dell’ordinamento democratico. In un comunicato le tre confederazioni sindacali inquadrano l’attentato in un disegno terroristico e reazionario contro la democrazia e le lotte dei lavoratori.

  • Ferrara 13/12/1969

    Uno studente sedicenne della FGCI viene arrestato per i fatti del 25 ottobre con l’accusa di “violenza e resistenza a pubblico ufficiale”.

  • 13-15/12/1969

    I movimenti giovanili modenesi (della DC, del PCI, del PSI, del PRI, del PSIUP) prendono immediatamente posizione, respingendo la tesi degli “opposti estremismi”. Il movimento studentesco modenese diffonde volantini nei quali si sostiene che la strage è fascista, è volta a contrastare le lotte sociali, operaie e studentesche, a spostare a destra l’opinione pubblica e a creare le condizioni per l’instaurazione di un “governo d’ordine”.

  • Bologna 15/12/1969

    Occupazione dell’istituto tecnico “Marconi”, sgomberato, poi, in serata, dalla polizia.

  • Forlì 15/12/1969

    Corteo degli studenti dell’ITI per protesta contro l’attentato del 12 dicembre a Milano. Tutti gli alunni escono dall’istituto e sfilano fino in centro dietro la bandiere abbrunate della scuola.

  • Forlì 16/12/1969

    Manifestazione unitaria contro il terrorismo indetta dall’Amministrazione provinciale con adesione di DC, PCI, PSI, PSIUP, PRI, PSU, CGIL, CISL, UIL, ACLI, ANPI, UDI, FIAP (e altri). Centinaia di persone ascoltano numerosi oratori parlare nel salone comunale.

  • Forlì 17/12/1969

    Sciopero massiccio degli studenti delle superiori forlivesi in solidarietà a 17 studentesse delle magistrali “Ordelaffi”, sospese per due giorni dal preside. Circa un centinaio di dimostranti, in maggioranza della sinistra extraparlamentare, entrano alle Magistrali chiedendo la revoca dei provvedimenti disciplinari. Vengono allontanati dalla polizia. Una piccola delegazione viene successivamente ricevuta dal preside. Tredici i denunciati.

  • Bologna 18/12/1969

    Manifestazione dinanzi all’Istituto “Pacinotti” in risposta al divieto del preside di concedere un’assemblea. Un gruppo di esponenti dell’associazione Giovane Italia strappa e brucia alcuni volantini del Movimento durante la manifestazione.

  • Ferrara 18/12/1969

    Convegno promosso dagli studenti e dagli insegnanti del Dossi, in collaborazione con l’amministrazione comunale, sulla riforma degli Istituti d’arte.

  • Bologna 19/12/1969

    Gli studenti medi (“Aldini”, ITIS, “Rubbiani”, “Sirani”, “Pacinotti”, “Fioravanti”, “Marconi”, “Laura Bassi”, Liceo artistico) manifestano contro lo sgombero del “Marconi”. Si verificano scontri con la polizia.

  • Bologna 21/12/1969

    Si tiene una manifestazione cittadina antifascista promossa dal Consiglio federativo della Resistenza.

  • Ferrara 26/12/1969

    Per protestare contro “l’ondata repressiva” il movimento studentesco colloca una tenda in piazza Cattedrale: vengono distribuiti volantini e documenti sulla protesta studentesca e contro la decisione di non concedere la libertà provvisoria al ragazzo arrestato il 13.


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